di Susanna Russo

Il consiglio comunale di lunedì 1 Marzo si apre con un intervento del Vicesindaco Scavuzzo riguardo quanto accaduto sabato 27 Febbraio in Darsena. Come mostrano le foto che hanno fatto il giro di tutta Italia, si sono verificati assembramenti che hanno coinvolto un gran numero di giovani con tanto di casse per diffondere musica a tutto volume, ma in compenso privi di mascherine.

Il Vicesindaco assicura che è stato fatto tutto il possibile per arginare e contenere la situazione. Fa inoltre sapere ai consiglieri che è stato previsto, per il giorno 3 Marzo, un comitato per discutere della sicurezza pubblica a fronte dei recenti goliardici raduni giovanili, che verranno poi descritti da alcuni consiglieri come un vero e proprio rave.

È Gabriele Abbiati (Lega) a muovere una mozione di censura nei confronti del Sindaco e del suo Vice, che guarda a caso è anche Assessore alla Sicurezza, per mancata capacità di intervento in questa particolare, e a suo dire prevedibile, situazione.

Al consigliere della Lega danno manforte tutti i consiglieri della minoranza che si dicono sconcertati per l’inefficienza con cui è stato gestito un tale assembramento.

Viene specificato che, secondo alcune fonti, abbiano contribuito all’organizzazione di questo raduno diversi ragazzi appartenenti a centri sociali, e viene accusata la maggioranza di non essere intervenuta proprio perché simpatizzante di quest’ultimi. Queste insinuazioni verranno poi definite “degne di querela” dal consigliere Barberis (Pd).

Secondo De Pasquale (FI), questa doveva essere un’occasione per il Sindaco di parlare alla città, occasione che non è stata sfruttata. Diversi consiglieri fanno anzi notare le velleità social di Sala che, a detta loro, preferirebbe apparire sulle piattaforme digitali piuttosto che agli incontri istituzionali, per primo il Consiglio Comunale.

Interviene sulla questione anche il consigliere De Corato (FdI), che dopo aver chiesto 1 minuto di silenzio per commemorare una vigilessa suicidatasi alcuni giorni fa, definisce una vergogna il fatto che gli assembramenti milanesi siano finiti su tutte le tv d’Italia.

Mascaretti (FdI) lancia una stoccata nei confronti della minoranza, dichiarando che è stato proprio il Leader del Pd Zingaretti, ad invitare i milanesi a bere uno Spritz un anno fa, in piena pandemia. “La Darsena è terra di nessuno” conclude.

Il consigliere Marcora (FdI), oltre allo sdegno per quanto avvenuto in Darsena, esprime anche le sue perplessità riguardanti la Tari che i ristoratori devono continuare a pagare nonostante si trovino in una situazione di grande precarietà. Fa notare infine che non v’è nessuna iniziativa che tuteli i concessionari sportivi, che stanno vivendo a tutti gli effetti un secondo lockdown.

Esprime la sua opinione sulla questione degli assembramenti anche la consigliera della Lega Laura Molteni, secondo la quale “la politica dei troppi no” attuata da Pd e Movimento 5 Stelle, abbia finito per sortire l’effetto contrario, spingendo i milanesi alla ricerca della perduta libertà, a trasgredire.

“Non ci facciamo una gran figura a dividerci per sostenere posizioni contrapposte, dobbiamo trovare delle soluzioni per il bene dei cittadini”, risponde D’Alfonso. Prende la parola anche Basilio Rizzo che spiega che quanto accaduto è frutto di una poco seria educazione alla città.

Dopo una lunga discussione la mozione di sfiducia nei confronti del Sindaco e dell’Assessore alla Sicurezza, viene respinta.

Seguono alcune domande a risposta immediata tra cui quella del Consigliere della Lega Massimiliano Bastoni, che porta testimonianza di alcuni volantini apparsi nel Municipio 6, che presenterebbero contenuti negazionisti nei confronti del massacro delle Foibe.

Il Vicesindaco Scavuzzo rassicura prontamente che tali volantini non presentano temi negazionisti, e si accinge a precisare che nessuna figura istituzionale abbia mai sottovalutato questi tragici accadimenti; il Sindaco per primo ha dichiarato, proprio il 10 Febbraio, Giorno del Ricordo, che il negazionismo sia un male e che vada sempre contrastato.