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di Angelo Portale

Vi confesso che,

se penso all’Essere chiamato Dio, sento vivi e vitali, i seguenti concetti: paternità; protezione; progetto con un senso ben determinato continuamente da scoprire e riscoprire; persistenza; stabilità; fondamento; creazione di tutto quello che esiste; governo dell’universo; forza; difesa; aiuto; sostegno; soccorso; riparo; rifugio; clemenza infinita; calma nella tempesta; destino benevolo; la mia origine; l’origine di ogni uomo; la mia meta; la meta di ogni uomo.

Vi confesso che,

se penso a quell’uomo di Nazareth chiamato Gesù, comprendo esistenzialmente cosa significa amicizia, compassione, empatia, donazione, fiducia assoluta in Dio, attraversare il dolore, passare per la tenebra, gioire per le piccole cose, mitezza, umiltà, bontà, fratellanza, rispetto, figliolanza, dignità, passione, amore.

Vi confesso che,

sento che tutto è grazia. È un mistero grande la vita, a volte una grande sofferenza, ma intuisco che tutto è grazia e che la vera serenità interiore può venire solo dal nostro sguardo, anche indipendentemente dai fatti esterni che, per quanto possano agire su di noi e suscitare sentimenti, emozioni, pensieri di ogni tipo, non hanno potere totale sul nostro modo di guardare. Penso e sento che ogni storia, tutte le storie, tutta la storia universale, malgrado lo scandalo del male, il tormento della sofferenza, il varco necessario della morte, ha un senso, può avere un senso.

Vi confesso che,

il divario che mi separa dalla realtà di ognuna di tali espressioni è smisurato ma ho la certezza che rappresentano la mia meta, il mio desiderio, il desiderio che sento di avere per le persone a me care. So che, sono una possibilità reale, da poter realizzare, quindi una attrazione dal futuro per vivere pienamente il presente. Perché io penso che il presente ha sempre bisogno di essere attratto da possibilità future realizzabili. Sono le possibilità che ci danno la ragione di esistere, altrimenti la vita sarebbe solo una soffocante e orribile monotonia. Esse però sono infinite, sia verso il bene che verso il male, sia tra più beni contemporaneamente. Bisogna imparare a scegliere. Io credo e penso che Dio sia la possibilità migliore che abbiamo, l’eventualità più bella che ci possa accadere, la possibilità più reale, la realtà più possibile, la tentazione più irresistibile dove poter finalmente «naufragare» senza affondare.

La vita è il tempo a disposizione per fare il bene, tempo che scorre drammaticamente veloce, provvidenzialmente verso Dio, tragicamente solo per chi lo sceglie come sua foce.

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