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di Angelo Portale

 

Le letture di questa domenica ci parlano di conversione. In esse troviamo anche delle espressioni un po’ enigmatiche: «Il tempo si è fatto breve», «Il tempo è compiuto».

Una cosa è compiuta quando è completa, quando è stata completata. Etimologicamente, completo è riempito, fornito di tutto il necessario. Una cosa riempita è una cosa colma cioè traboccante. Nel nostro caso possiamo dire: il tempo è completo, pieno, colmo. Di cosa, però, ci chiediamo? Di Dio. Con Gesù il tempo si è riempito di Dio. Se entriamo nel suo tempo, il nostro tempo cambia e si riempie di Lui.

Prima di Cristo questo non era possibile. L’incarnazione ha portato nella storia delle possibilità nuove ed eterne Nel momento in cui Cristo si è incarnato la storia umana è diventata storia umano-divina, l’eternità è diventata accessibile, il tempo stesso da kronos è diventato kairos. Kronos rappresenta un tempo inesorabile e crudele che divora quanto egli stesso crea. Si suddivide in passato, presente e futuro e scorre senza guardare in faccia nessuno verso la fine di ogni cosa, verso la tua morte e la mia morte. Kairos invece, il cui significato è momento giusto e opportuno, indica un tempo di qualità, un tempo che può offrire qualcosa di speciale, il momento propizio per fare qualcosa di importante e considerevole, un tempo che può farti incontrare la salvezza perché è il momento specifico in cui Dio agisce. Se kronos ci cattura, ci schiavizza, ci corrode, kairos si fa catturare, ci libera, ci restaura, donandoci la possibilità di far riposare la nostra anima stanca con la fiducia in Dio.

Il tempo che il mondo ci impone è di scarsa qualità, è destinato a perire, ci fa vivere nell’ansia, ci costringe ad essere efficienti fino all’infarto, ci toglie la speranza perché cambia in continuazione con eventi incontrollabili. Se vogliamo sfuggire dobbiamo lasciarci coinvolgere nel flusso della grazia che il kairos ha portato. Tale grazia è Gesù stesso. Egli diventando uomo ha aperto la strada per arrivare al regno di Dio, un regno in cui già nella sua manifestazione su questa terra può cambiare radicalmente la qualità della nostra vita.

Ogni uomo sulla terra segue un suo dio, un idolo, un assoluto. Non esistono atei. Gli dei sono incalcolabili, ogni uomo ne produce a dismisura. Sta a noi scegliere che idolo costruirci, che idolo scegliere. C’è anche la possibilità di scegliere, però, un Assoluto che non è opera delle nostre mani, che non delude, che non muore.

La novità ancora più grande è che non siamo stati noi a scegliere Lui ma è stato Lui che ci ha scelti e i suoi progetti sono progetti di pace e non di sventura.

Ognuno di noi diventa dell’immagine del dio che si è scelto! O di quella del Dio che lo ha scelto, se a sua volta lo sceglie.

 

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