di Angelo Portale

[segue]

 

La crescita avviene in una continua interazione con l’ambiente. «Si ha adattamento psicologico quando il concetto di Sé è tale da consentire che tutte le esperienze sensoriali e viscerali dell’organismo vengono simbolizzate in modo coerente rispetto al concetto di Sé». È necessario però un ambiente favorevole che non si mostri minaccioso o che per lo meno non venga percepito come tale. In caso contrario il Sé cercherà di preservarsi e il modo in cui si strutturerà risulterà essere molto rigido, di una rigidità direttamente proporzionale al numero di esperienze percepite come ostili.

Spesso la resistenza verso le esperienze nuove o verso nuove visioni o nuovi valori, anche se magari intuitivamente si presentano come significativi e quindi attraenti, è dovuta alla perdita di funzionalità del centro di valutazione interiore perché, durante la crescita, la persona, ha introiettato (subendoli) valori, modi di pensare e comportamenti, non perché li sentisse allineati a sé, ma perché credeva di ricevere l’amore solo se si fosse comportata in un certo modo. Il suo criterio di valutazione sarà praticamente eteronomo (esterno al Sé), quindi condizionato, pertanto non autentico. È un meccanismo di difesa che generalmente può insorgere in età infantile e che il nostro autore chiama valutazione condizionata.

Rogers denomina esperienze incongruenti tutte quelle esperienze che, o nell’organizzazione del Sé, o in una struttura del Sé già presente, sono sentite come minacciose. Se però la persona sa di avere attorno a sé individui o un ambiente che la protegge e l’accetta così com’è, anche eventuali esperienze incongruenti possono essere percepite in modo meno pauroso. Queste, allora, anche se non subito accettate, vengono per lo meno analizzate ed eventualmente accolte come utili e significative per la correzione della struttura del Sé.

In parole più semplici: se l’individuo si sente protetto ha più coraggio e non rifiuta subito ciò che gli è estraneo o lo impaurisce. Può, quindi, serenamente valutarlo ed eventualmente lasciarsi gradualmente correggere da esso.

 

[continua]