di Angelo Portale

Cito, direttamente da Jung, un evento interpretato come sincronicità.

«Il problema della sincronicità mi tiene occupato ormai da parecchio tempo. Ho cominciato a dedicarmici seriamente intorno al 1925 circa, quando durante le mie ricerche sui fenomeni dell’inconscio collettivo continuavo ad urtare contro nessi che non potevo più spiegare come raggruppamenti casuali o come effetti di accumulazioni. Si trattava infatti di “coincidenze” legate tra loro quanto al significato in modo che il loro coincidere “casuale” comporta un’improbabilità che andrebbe espressa mediante una grandezza incommensurabile. Mi limiterò a citare a titolo d’esempio un caso che ho osservato personalmente. Una giovane paziente fece un sogno, in un momento decisivo della cura. Nel sogno essa riceveva in dono uno scarabeo d’oro. Mentre mi raccontava questo sogno, io stavo seduto voltando la schiena alla finestra chiusa. D’un tratto udii alle mie spalle un rumore, come se qualcosa bussasse piano contro la finestra. Mi voltai e vidi un insetto alato che, dall’esterno, urtava contro la finestra. Aprii la finestra e presi al volo l’insetto. Era l’analogia più prossima a uno scarabeo d’oro che si possa trovare alle nostre latitudini, ossia uno scarabeide, una Cetonia aurata, il comune coleottero delle rose, che evidentemente proprio in quel momento si era sentito spinto a penetrare, contrariamente alle sue abitudini, in una camera buia. […] Si trattava di una paziente eccezionalmente difficile che, fino al momento del sogno che ha riferito, non aveva fatto un solo passo in avanti. Il motivo principale di questo insuccesso era l’Animus della mia paziente, educato alla filosofia cartesiana, e talmente radicato nel suo rigido concetto di realtà che non erano bastati gli sforzi di tre medici (io ero appunto il terzo) per ammorbidirlo. Ci voleva evidentemente, per ottenere un risultato del genere, un evento irrazionale, che io però non potevo ovviamente produrre. Il sogno stesso era già riuscito a scuotere leggermente l’atteggiamento razionalistico della mia paziente. Ma quando lo scarabeo entrò realmente dalla finestra, la sua essenza naturale riuscì ad infrangere la corazza costituita dall’ossessione dell’Animus, e anche il processo di trasformazione che accompagna la cura poté per la prima volta mettersi in moto. Mutamenti sostanziali dell’atteggiamento significano rinnovamenti psichici, che quasi sempre sono accompagnati da simboli di rinascita espressi in sogni e in fantasie. Lo scarabeo è un simbolo classico di rinascita. Secondo la descrizione dell’antico libro egiziano AmTuat, il defunto Dio del sole si trasforma alla decima stazione in kheperâ, lo scarabeo, e in questa forma sale ringiovanito nel cielo mattutino. […] La paziente si trovava in una situazione “impossibile”, in quanto la sua cura languiva e non si riusciva a vedere una via d’uscita. In situazioni del genere, quando sono abbastanza serie, subentrano di solito sogni archetipici che mostrano una possibilità di progresso alla quale non avremmo pensato. Sono proprio situazioni del genere a costellare con grande regolarità l’archetipo. […] Quando il problema è posto, gli strati più profondi dell’inconscio, cioè le immagini primitive, ne sono ridestate, e si avvia la trasformazione della personalità. […] Spesso l’inconscio la sa più lunga della coscienza […]», C. J. JUNG, La sincronicità, Biblioteca Bollati Boringhieri, Torino, pp. 35-39.