di Angelo Portale

 […] prima parte

Ci offrono molti spunti le letture di questa domenica. Uno versetto mi colpisce in modo particolare: «Cristo è venuto per salvare i peccatori».

Nel Vangelo ci sono i farisei e gli scribi che mormorano contro Gesù perché, dicono, «[…] accoglie i peccatori e mangia con loro». Nella Prima Lettura, invece, tratta dal Libro dell’Esodo, Mosè, di fronte a Dio che si arrabbia con il popolo perché si è costruito un vitello di metallo fuso, intercede in modo veramente bello, con una supplica, e chiede di perdonare. Invece di condannare, Mosè, giustifica, chiede il perdono. Intercede per chi deve pagare, non fa l’aguzzino sulle spalle degli altri. Gli scribi e i farisei, al contrario, come abbiamo già detto, condannano, accusano, vogliono giustizia. Ma Cristo è venuto a salvare i peccatori e lo fa tramite altri peccatori, grati, che si sono sentiti amati e salvati, lo scrive Paolo a Timoteo: «[…] prima ero un bestemmiatore, un persecutore e un violento. Ma mi è stata usata misericordia, perché agivo per ignoranza, lontano dalla fede, e così la grazia del Signore nostro ha sovrabbondato insieme alla fede e alla carità in Cristo Gesù».
“Salvare” vuol dire “sottrarre ad un pericolo, guarire, conservare, redimere”. Deriva dal lat. “salvus”, cioè: “sano, incolume, intatto”; deriva anche dal sanscrito “intero, tutto, integro”. “Salvo”, da “salvare”, significa anche “compatto, consistente”, quindi con una forma e una sostanza propria, autentica, ben definita. Questo può portarci ad affermare con certezza che Cristo è venuto nel mondo per aiutarci a scoprire, a vivere, a realizzare, la nostra vera forma, la nostra vera essenza, quel che continuamente andiamo cercando, elemosinando: la nostra identità, ciò che ci fa sentire vivi.
Ciò che è “solido” è anche “saldo”, quindi: “fermo, stabile, sicuro”. Il concetto di “fede” ha un campo semantico che pone al suo interno la stabilità, ciò su cui è possibile appoggiarsi per essere sostenuti. Il profeta Isaia afferma: «Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza. Nell’abbandono confidente la vostra forza […] ma se non crederete non avrete stabilità». Notare il necessario legame, come conseguenza, di fede (credere) ed avere stabilità (sostenere un peso e non crollare).

[continua]