di Livia Caliopi Biro

 

Spessissimo si legge di economia circolare sotto vari punti di vista, per questo è bene fare prima chiarezza sul suo significato, un approccio sistemico allo sviluppo economico, pensato per portare beneficio alle imprese, alla società e all’ambiente. Il modello mira a ridurre i rifiuti e l’inquinamento e a mantenere in uso materiali, prodotti e risorse il più a lungo possibile.

A differenza di un sistema lineare basato su un modello usa-e-getta, questo sistema prende in considerazione anche quello che accade nel fine vita di materiali e prodotti, quando non sono più utilizzati e diventano rifiuti. Anche il percorso stesso che subiscono i materiali deve essere esente dall’uso di sostanze tossiche.

Nonostante l’economia circolare abbia come obbiettivo combattere l’esaurimento delle risorse, la crescita economica implica uno sfruttamento della natura e per attuare un vero cambiamento bisognerebbe rivoluzionare il nostro rapporto con la crescita stessa. Un buon punto di partenza può essere il rallentamento della produzione e la diminuzione dei livelli di consumo in tutte le industrie.

Con questo obiettivo, a settembre verrà lanciato il Monitor for Circular Fashion: un report che va a definire i progressi e gli impegni all’interno del mercato italiano rispetto all’economia circolare. Il Monitor for Circular Fashion è parte di Sda Bocconi Sustainability Lab, Enel X e in collaborazione con Eco-Age, agenzia di consulenza per la moda sostenibile.

Nel tentativo di ridurre gli sprechi, l’industria tessile e il settore moda si stanno impegnando  nell’applicazione di pratiche più sostenibili. Il ruolo del designer diventa fondamentale per ideare capi che siano longevi, biodegradabili e riciclabili.

È quindi responsabilità delle aziende adottare questi nuovi processi a circuito chiuso, ma anche i singoli individui giocano un ruolo importante: la vita di un prodotto dipende da come viene scelto, quanto viene utilizzato, come viene curato nel tempo e come si decide di smaltirlo. Certo è che le aziende dovrebbero educare sempre di più i clienti verso un acquisto e consumo più consapevoli. La circolarità può essere una grande opportunità per le company per avere maggiore controllo sulle filiere e combattere lo spreco, per creare nuove opportunità di profitto, una riduzione dei costi e un rapporto migliore con i clienti. I vantaggi non sono solo per le grandi imprese, ma anche per gli individui: porterebbe a un miglior legame con il proprio guardaroba, a una diminuzione delle spese e in generale a un maggior benessere.