di Martina Biassoni

 

Sempre più diffusa anche in Italia la coltivazione idroponica, ovvero coltivare le piante in acque in cui vengono disciolte sostanze nutritive, una pratica che esiste da sempre, il primo esempio di cui vi è notizia è il giardino pensile Babilonese. Un trend, questo della coltivazione idroponica, che vede una crescita costante da una decina d’anni, da quando l’attenzione all’ambiente ed alla sostenibilità sono diventate quotidianità. Questa tecnica consiste nello sfruttare l’azione ed il lavoro (ponos) dell’acqua (idro) nella coltivazione efficiente e sostenibile di piante non solo decorative ma anche destinate all’alimentazione. Può essere realizzata in due modalità: la prima consiste nell’utilizzo di un substrato, costituito da miscele di perlite, argilla espansa o sabbia, e dell’acqua carica di sostanze nutritive che irriga in maniera uniforme il substrato e le radici delle diverse piante coltivate. La seconda invece è la modalità senza substrato, nella quale le piante galleggiano nella soluzione nutritiva. 

Quando si sceglie di cimentarsi in questa tecnica di coltivazione, è importante prestare attenzione perché se una radice non riceve una corretta quantità ossigeno non sopravvive, anche nel caso del riso che si adatta ad un apporto d’ossigeno inferiore. L’assenza di una corretta ossigenazione è da tenere sotto controllo: fondamentale che siano perfettamente irrigate e nutrite,  per questo che spesso, nei contesti industriali, all’idroponica si affianca anche la coltivazione aeroponica, mettendo nei tubi insieme alla soluzione nutritiva, anche dell’aria utilizzando una pompa, così da garantire il corretto approvvigionamento di ossigeno alle radici. 

Un esempio di eccellenza italiana in questo campo è l’Azienda Idromeccanica Lucchini di Guidizzolo (Mantova), internazionale sin dalla sua nascita, leader nel settore delle serre per colture sostenibili. L’Azienda Idromeccanica Lucchini riserva attenzioni specifiche non solo alle esigenze dei propri clienti, grazie ai 40 punti vendita in tutto il mondo, ma anche a soluzioni che rispettino l’ambiente e siano in linea con i criteri della sostenibilità e della salvaguardia ambientale. Impiegano tecniche all’avanguardia per soluzioni di coltivazione in verticale, uno scrigno ed un ecosistema creati ad hoc per imprenditori che credono nel futuro delle coltivazioni senza sprechi. Sul loro portale c’è un blog informativo con “case studies”, articoli informativi sulle funzionalità e sulle qualità dei principi attivi senza sprechi.

Ma delle piccole costruzioni per coltivare piante secondo le modalità idroponiche, sono anche realizzabili a casa: nei limiti delle nuove restrizioni da zona rossa cimentarsi in questo stimolante hobby green, potrebbe essere un ottimo passatempo. Sono molti i siti, i blog ed i videotutorial dedicati a questo argomento, dove si possono trovare contenuti creati per tutti gli amanti di giardinaggio innovativo, ma anche per gli amanti del verde più alle prime armi: non provare a cimentarsi in questa attività sarebbe un peccato.