di Stefano Bini

Fermo restando le voci che, da mesi, danno un avvicendamento al Tg5, a scadenza del contratto di Clemente Mimun, è bene disquisire dei successi del secondo telegiornale italiano più seguito sul pubblico totale, il primo in termini di target commerciale.

Il Tg5 a guida Clemente Mimun sta mietendo un successo dietro l’altro, tra edizioni da record, speciali intelligenti e rubriche seguitissime; l’edizione delle 8 sfiora il 20% di share, battendo agilmente la concorrenza di Uno Mattina, ferma nella prima parte a poco meno del 13. Questi ascolti fanno sì di trasportare un grande pubblico a Mattino Cinque che, quest’anno, vede salire il proprio share di quattro punti in confronto all’anno precedente, con una media che supera il 17%, complici anche il mix di notizie di cronaca e leggere, come la funzionale doppia conduzione di Federica Panicucci e Francesco Vecchi.

L’edizione delle 13 ha la fortuna d’incastrarsi tra i successi di Forum e la soap opera Beautiful, indi per cui potrebbe risultare un expoit facile ma non è così; la striscia del day time ha all’interno notizie precise, rubriche curiose e l’immancabile prontuario culinario Gusto, che strizza l’occhio alla passione più bella degli italiani, soprattutto in questo momento di pandemia.

L’edizione delle 20 viaggia su una media poco al di sotto dei cinque milioni, con uno share del 19%, numeri importanti se si considera la concorrenza delle news dei grandi e piccoli canali in quella fascia. Clemente Mimun è riuscito ad innovare e rendere il Tg5 un fondamentale punto di riferimento giornalistico in Italia; gli speciali del sabato toccano punte vicino al 20% di share, mentre la rubrica L’arca di Noè, da appendice all’edizione delle 13 della domenica, si è trasformata in una striscia a sé con risultati decisamente inaspettati, con una media di due milioni e mezzo di telespettatori e il 14% di share medio. L’ultima puntata, ad esempio, ha raccolto davanti alla tv 2.806.000 spettatori con il 14.7%, sintomo del fatto che l’interesse per gli amici a quattro zampe (e non solo) è forte e la credibilità del tg diretto da Mimun è forte anche nelle varianti più semplici.

Cosa da non sottovalutare è la forte presenza delle donne in conduzione, capitanate da Cesara Buonamici che non è solo il simbolo del primo tg del Biscione ma anche un volto rassicurante della tv italiana. Costruttore del Tg5 insieme ad Enrico Mentana, per poi passare alla Direzione del Tg2 e far rientro in Mediaset anni dopo, Clemente Mimun conosce bene l’azienda, le esigenze dell’editore e quelle del telespettatore del “suo” Tg, e qui è racchiuso il successo di una striscia informativa che, nonostante la concorrenza dei canali news e non solo, veleggia ancora su risultati monstre del 20% di share. La sincera amicizia con Silvio Berlusconi e lo stretto contatto con il Direttore Generale delle news Mauro Crippa creano una sinergia che, a livello aziendale e d’ascolti, premia non poco.