di Stefano Sannino

Nella storia delle religioni il nome Cirillo non gode certo di una grande fama, considerando che fu proprio San Cirillo di Alessandria a perseguitare i pagani e gli ebrei, a dare alle fiamme la biblioteca più grande del mondo e ad ordine le trame che portano all’uccisione della filosofa neoplatonica Ipazia d’Egitto.
Se è vero, dunque, che la storia è fatta di corsi e ricorsi, il fatto che a capo della chiesa ortodossa d’oriente ci sia oggi un uomo chiamato proprio Cirillo I (Kirill, traslitterato dal cirillico) non può che essere una coincidenza.
Al secolo Vladimir Michajlovič Gundjaev, nato il 20 Novembre 1946, Cirillo I è stato eletto patriarca di Mosca e di tutte le Russie il 29 Gennaio 2009, scegliendo questo nome in modo non dissimile a come fanno i papi quando vengono eletti.
Ed in effetti, come suggerirebbe il nome scelto, il patriarca russo non ha deciso di diventare celebre per aver costruito dei ponti di dialogo inter-religioso, né per aver promosso la tolleranza ed il messaggio cristico in una terra fin troppo aspra per molte minoranze, ma piuttosto per aver inasprito questa conflittualità e questa dialettica della differenza e del disprezzo.
Sono celeberrimi infatti gli ultimi interventi di Cirillo in merito alla questione ucraina, sulla quale ha fornito indiscutibile supporto a V. Putin, affermando che l’invasione in Ucraina fosse necessaria all’eradicazione degli omosessuali.
Ancora più dura la condanna mossa nei giorni scorsi contro lo stile di vita occidentale a cui la Russia, per il patriarca, non dovrebbe guardare in alcun modo, restando invece ancorata alla sua tradizione ed al suo passato.
Guardando alla sua carriera ed al passato, vediamo invece come il patriarca aveva tentato un avvicinamento con la chiesa cattolica, tanto da essere ricevuto, nel 2006, da papa Benedetto in un’udienza privata. Numerosi poi gli incontri con papa Francesco negli ultimi anni, segno, forse, di un tentato avvicinamento tra le due chiese cristiane più celebri del mondo.
Tutti i progressi fatti sono stati però spazzati via il 6 Marzo 2022, quando Cirillo ha sostenuto apertamente l’invasione dell’Ucraina per l’abbattimento delle lobby gay.
D’altro canto, si sa che l’ortodossia ha posizioni più severe in molte materie, quali aborto, omosessualità, divorzio et similia, ma mai si era arrivati a toccare così apertamente il favoreggiamento alla guerra, con una motivazione teologica davvero debole.
Davanti all’avanzata della libertà (e non del libertinaggio, come vuole farci credere Kirill) abbiamo il dovere morale di ergerci a difesa della pluralità e dei diritti dell’individuo.
Che cos’è infatti la religione se non nutrimento per l’animo dell’individuo? Qual è il suo obiettivo se non quello di appagarci e riempirci completamente?
Questo, forse, dovrebbe capirlo Cirillo che, fermo al medioevo, continua a lanciare anatemi dall’alto del suo soglio patriarcale.