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Si narra che le terre d’origine di questa pianta siano il Medio Oriente e le regioni del Caucaso e dell’Armenia. La sua prima diffusione risale in Egitto, nel VII secolo a.C. , poi intorno al III secolo a. C. arrivò anche in Grecia, dove Teofrasto, filosofo e botanico greco, ne parlò nelle sue opere.
In Italia giunse nel II secolo a.C. Il primo a parlarne fu Varrone, scrittore romano, seguito da Plinio il Vecchio nella sua opera “Naturalis Historia” in cui descrive le dieci varietà.
Plinio narra che le ciliegie furono portate in Italia da Lucullo, dalla regione del Ponto, in Asia Minore, quando tornò a Roma dopo la vittoriosa campagna contro Mitridate. La ciliegia è il delizioso frutto di un albero del genere “Prunus” appartenente alla famiglia delle Rosacee.
Presenti nelle ricche mense rinascimentali, è a partire dal ‘500 che abbiamo notizie precise della loro coltivazione. Rimangono famose le ciliege che nel ‘600 provenivano dai frutteti di Versailles, dove il Re Sole fece creare ampie serre adibite alla coltivazione di frutta per la tavola e gli studi botanici.
In questi anni, in Italia, l’agronomo fiorentino GiovanVettorio Soderini nel “Trattato degli Arbori” scrisse: “Le razze delle ciliegie buone a mangiare si restringono a due: tenere e dure. Di queste sono le duracine del frate, San Giovanni e marchiane; di quelle le visciole, le agrette, le marasche e le acquaiole, le quali gli antichi addomandavano juliance”.
Viene definito “Frutto del Paradiso”, la ciliegia divenne il simbolo del piacere assoluto e di irresistibile tentazione e trova spazio sia  nelle tavole di nobili e contadini ma anche in molti dipinti. Numerose opere d’arte stanno a testimoniare come la ciliegia fosse tra i frutti più importanti del 1400.
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Oggi la coltivazione del ciliegio è diffusa in tutto il mondo. La maggior parte delle specie si sono diffuse ad Oriente della loro zona d’origine (Asia Centrale), in Cina ed in Giappone, dove i ciliegi da fiore vengono particolarmente apprezzati per il loro valore ornamentale, e in Nord America.
Altre piante di ciliegio, come il ciliegio selvatico, è stata una delle poche specie a svilupparsi ad Occidente del centro d’origine, diffondendosi in gran parte dell’Europa. Proprio l’Europa produce oggi ben il 75% del raccolto mondiale delle ciliegie.
La produzione italiana è una delle maggiori a livello mondiale, con diverse varietà, fra le quali ricordiamo le Bigarreau (reperibili da maggio a giugno), le Nero (reperibili a giugno, tipiche della zona di Vignola), le Anella (reperibili da fine maggio a giugno, croccanti e succose), le Ferrovia (disponibili a giugno, tipiche della Puglia), le Marca (disponibili da giugno a luglio, adatte per la conservazione sotto spirito).
Per quanto riguarda le proprietà terapeutiche, le ciliegie sono molto diuretiche e antiuriche, vivamente consigliate per chi intende intraprendere una breve dieta depurativa che aiuta a disintossicare il corpo ed eliminare le tossine. cil
Il frutto fresco, consumato a digiuno (25 ciliegie al giorno più acqua a volontà), serve a depurare e a disintossicare l’organismo, ottimo in caso di stipsi e contro lo stress grazie all’equilibrio tra acidi e sali minerali. La sua polpa è un rivitalizzante della pelle del viso e si può usare per questo scopo o sottoforma di maschera o seguendo per un periodo una cura alimentare con questo frutto. E’ anche molto conosciuta la “cura della ciliegia” che viene proposta per lenire disturbi articolari dovuti ad un eccesso di acido urico (gotta). La ciliegia è anche un ottimo tonico, diuretico, lassativo e ha un ruolo anticarie grazie ad alcuni elementi presenti nella buccia. E’ molto importante anche nelle diete dimagranti e per il controllo del peso perché è ricca di fibre solubili che nello stomaco si impregnano d’acqua come spugne e determinano una distensione delle pareti gastriche procurando uno stimolo di sazietà. Ma non viene usato solo il frutto, anche la corteccia del ciliegio è usata per le sue proprietà febbrifughe e antigotta; e i peduncoli dei frutti, fatti essiccare, vengono usati come decotto contro l’artrite, i calcoli e la cistite. Con i noccioli si possono preparare grappe e liquori, imbottire peluches e cuscini, ed inoltre, in ambito decisamente salutistico, si possono autoprodurre delle comodissime borse del caldo, ottime in inverno per dare sollievo a parti doloranti o artrosiche, e borse del freddo, da usare in caso di slogature, contusioni e distorsioni, tenendole in freezer per almeno due ore. Due recenti ricerche condotte negli Stati Uniti hanno scoperto che il consumo di ciliegie favorisce la riduzione del livello di colesterolo nel sangue ed è in grado di contrastare attivamente l’insonnia. A quest’ultimo risultato sarebbero giunti i ricercatori dell’ Università del Texas Health Science Center, che hanno studiato la varietà di ciliege Montmorency che pare partecipi a migliorare la qualità del sonno nell’individuo, in quanto vi sarebbe una quantità consistente di melatonina.
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Antonella Notaro

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