di Stefano Bini

Probabilmente complice il lockdown che impaurisce la gente nell’uscire, venerdì e sabato scorso in prima serata abbiamo assistito a due sfide tra quattro grandi show, che hanno raccolto ascolti e share mostruosi. Vista la situazione dei contagi e la paura trasmessa da tg e talk show, i numeri dei telespettatori e le guerre tra programmi aumenteranno nelle prossime settimane, per la gioia soprattutto di Rai e Mediaset, i quali sono ancora i catalizzatori più importanti di contenuti. Tutto questo, ricorda la televisione vista fino ai primi degli anni 2000, quando ancora internet e streaming non avevo pervaso (troppo) le menti di milioni d’italiani. Oppure i numeri del primo e secondo lockdown.

Nello specifico, venerdì sera, il Grande Fratello Vip è stato visto da 3 milioni e 400 mila telespettatori, pari al 21% di share; di solito, nel doppio appuntamento del venerdì, il reality condotto da Alfonso Signorini si ferma poco sotto i 3 milioni, sintomo che lo spettatore non è uscito, sta in casa (per timore dei contagi) e vuole evadere con un programma leggero. Stesso principio vale per il rivale The Voice Senior, il quale ha catalizzato quasi 4 milioni di telespettatori e il 18,8% di share. Le persone hanno bisogno di leggerezza e questi due programmi divertono, fanno discutere, arrabbiare, sorridere; semplicemente, fanno volare la mente altrove.

Proprio come la scorsa stagione, in cui ha segnato record su record puntata dopo puntata, sabato è iniziato C’è posta per te, che ha esordito con 5 milioni e 900 mila telespettatori, pari al 29,2% di share, confermandosi un successo solidissimo di Maria de Filippi. Mentre su Canale5 si consumavano sorrisi e lacrime, su Rai1 poteva essere un bagno di sangue, invece il programma con Carlo Conti Tali e Quali ha fatto segnare un eccellente 18.2% di share e 3 milioni e 900 mila telespettatori. Anche in questo caso, è da sottolineare l’affezione del telespettatore ai “classici” programmi che danno sicurezza, fanno divertire, sorridere e commuovere; in generale, c’è stato un “rialzo di testa” di tutte le reti generaliste, spia del fatto che la tv “tradizionale” è vivissima e il telespettatore, giovane e over, si stufa anche dello streaming e ritrova in questo tipo di televisione il suo rifugio (sotto tanti punti di vista).