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sabato, 28 Gennaio, 2023

Quarto Oggiaro. Assurda situazione delle case popolari comunali di via Lopez 7

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In via Lopez 7, a Quarto Oggiaro, c’è un complesso di case popolari gestite dal Comune di Milano che raccoglie una serie di situazioni assurde, pratiche e burocratiche, che se non fossero drammatiche si potrebbero definire , ironicamente, divertenti. Infatti i giardini condominiali sono ripuliti dai volontari di una associazione vicina a Scientology, perché altrimenti non lo farebbe nessuno. All’iniziativa ha partecipato anche il presidente del municipio 8, Sabrina Geraci (Lega) che ne ha parlato anche sulla sua pagina Facebook.

Sabrina Geraci, presidente del Municipio 8

“Non aggiustate la serratura di quei portoni!!!”

I problemi del complesso di case popolari di via Lopez 7 non si fermano però alla sola pulizia dei giardini. Infatti i tecnici comunali del dipartimento case vietano agli abitanti di aggiustare i portoni con le serrature rotte. Poi non viene concesso l’androne dei palazzi al Comitato inquilini che lo ha chiesto come spazio per le riunioni perché è inagibile. I residenti pagano l’affitto e le spese di gestione anche per la cantina, nei millesimi, anche se questa non può essere loro assegnata, e quindi di fatto non ce l’hanno, perché mancano i muri e i vetri delle finestre.

Inoltre i residenti non possono avere il collegamento a internet perché la cassetta con i fili del telefono necessari è stata murata all’interno di una cantina chiusa con un lucchetto di cui nessuno ha la chiave e che non si sa a chi è assegnata.

Milano, Via Lopez 7, Quarto Oggiaro, case popolari. Pulizia dei giardini da parte dei volontari di Scientology

Queste sono solo alcune delle cose che ci hanno raccontato alcuni residenti in via Lopez 7 all’indomani della iniziativa di pulizia degli spazi condominiali. Un’iniziativa che ha visto la partecipazione di diversi volontari che hanno raccolto sacchi e sacchi di foglie secche residui di taglio.

I cilindri dei portoni

I residenti delle quattro scale delle Case Popolari sono molto preoccupati per al sicurezza delle loro case e dei loro averi, perché i Rom che hanno occupato le case di via Bolla hanno iniziato ad allargarsi fino alla loro zona, occupando appartamenti e effettuando molti furti. In via Lopez abitano molti anziani e da circa 3 anni le serrature dei portoni sono rotte. Non funzionano esattamente come non funzionano i citofoni.

Per i citofoni forse si è in dirittura di arrivo e potrebbero essere sostituiti nei mesi a venire, ma per quello che riguarda le serrature c’è da aspettare molto. Si parla infatti di sostituire interamente i portoni forse fra un anno. Le serrature però sono rotte ora e quindi i residenti si sono offerti di comprare i cilindri per la sostituzione della serratura. In un primo tempo un tecnico ha dato il via libera ma, dopo che il comitato inquilini li ha comprati, un altro tecnico ha vietato loro di montarli, diffidandoli.

La spiegazione data dal tecnico del dipartimento di gestione delle case è che la spesa e il montaggio delle serrature spettano al Comune di Milano. Si tratterebbe di un intervento di manutenzione ordinaria che però non viene effettuata. Intanto gli inquilini rimangono con le serrature dei portoni rotte. Fidati non intervenire

La pulizia delle aree verdi di proprietà comunale

La spiegazione lascia davvero perplessi perché anche la pulizia dei Giardini toccherebbe allo stesso dipartimento di gestione delle palazzine comunali, ma mentre nel caso della pulizia viene accettato l’intervento dei volontari, nel caso della riparazione delle serrature dei portoni i volontari vengono diffidati dall’intervenire.

Inagibilità di parti delle case

È davvero strano anche che alcune parti del complesso di case popolari siano inagibili. Da quanto dicono i residenti che abbiamo ascoltato le cantine sono spesso allagate, perché l’acqua entra di traverso quando piove dai vetri rotti ormai da decenni. Le case sono state costruite alla fine degli anni 60 del secolo scorso, quando Quarto Oggiaro era già un quartiere difficile e i problemi di manutenzione risalgono d’allora. In 50 anni non c’è mai stato il tempo, per il Comune di Milano, di risolverli.

Manca la trasparenza

Un’altra lamentela riguarda la trasparenza dell’affitto, che nel bollettino inviato agli inquilini non specifica in modo chiaro quale è la quota affitto e quale invece è la quota delle spese condominiali attribuite a ciascun inquilino. È una parte importante del conteggio degli affitti, che molto spesso, nelle case popolari, è più alta dell’affitto stesso. L’amministratore di condominio dovrebbe specificare in modo chiaro, comunicando anche il bilancio di previsione delle spese condominiali, soprattutto perché il complesso ha una caldaia unica e il riscaldamento è centralizzato.

Gli inquilini però non sono stati autorizzati a installare le valvole che permettono di controllare la temperatura interna gli appartamenti e quindi non hanno nessuna prova di quanto in realtà quanto sia il loro consumo individuale per il riscaldamento, oppure quanto sia la quota di energia elettrica comune consumata da ciascuna scala della palazzina.

La gestione delle case popolari comunali di Quarto Oggiaro

E’ un argomento interessante, un po’ perché la periferia di Milano risulta sempre abbandonata dall’amministrazione comunale e un po’ perché è bello che chi abita nelle case popolari cerchi di curarle al meglio e infastidisce che si debba scontrare con una burocrazia inefficiente e cervellotica, con uffici comunali che non si parlano fra loro e che non riescono a gestire in modo corretto e smart manutenzioni e interventi.

Ho quasi la stessa età di quelle case e ho vissuto i periodi delle case popolari dalla gestione “sovietizzata” degli ultimi decenni del secolo scorso e non riesco a capire come mai l’amministrazione comunale milanese nei suoi tentativi di dare a Milano un’immagine Green, moderna ed eco sostenibile non sia riuscita e non riesca nel concreto a risolvere questi problemi.

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Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti
Sono metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima a interessarmi di cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Nel tempo sono diventata una giornalista e una Web and Seo Editor Specialist. Ora scrivo per alcune testate e coordino portali di informazione. Dal 2000 al 2019 sono stata anche una speaker radiofonica.

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