di Stefano Sannino

In questo periodo finale dell’anno, quanto i giorni sembrano trascinarci solamente da un pasto ad un riposino, è normale fare il resoconto dell’anno trascorso e, magari, farci intimorire dai cambiamenti che abbiamo subìto più o meno volontariamente.
Naturalmente, non tutti i cambiamenti che guardiamo con sguardo distante in questi ultimi giorni dell’anno saranno positivi per noi, eppure ci danno quel senso di eccitazione e di speranza che caratterizzerà le prime settimane dell’anno nuovo.

Ecco allora che se da un lato in questi giorni, ci lasciamo affondare nella malinconia delle cose passate e che hanno caratterizzato il nostro “Io” ormai mutato, dall’altro lato questa mutazione ci piace, ci dà speranza.
La speranza di un lavoro migliore, di un amore migliore, di una carriera scolastica migliore e via dicendo.
Ma la speranza da sola non basta. Il ciclo “cambiamento-speranza-cambiamento” pare essere un circolo vizioso tipico della vita umana, caratterizzata appunto da un continuo <>, privo di evoluzione consapevole.

La vita però, non può essere vissuta nella speranza di un cambiamento che stravolgerà positivamente le nostre vite.
La vita deve essere cambiata attivamente. Dobbiamo essere noi i motori che la fanno accelerare nella direzione che desideriamo.
Un nuovo lavoro, un amore, un’amicizia o una carriera universitaria di successo non entreranno mai nelle nostre vite se non siamo noi, in primis, a richiamare queste cose a noi tramite duro lavoro ed impegno. Senza la pro-attività, la speranza non è altro che uno specchio per allodole.
Attenzione però: non sto qui parlando di teorie new-age come quella ben nota “Legge dell’Attrazione”, ma sto invece esponendo un pensiero ben noto a tutti, ma che quasi nessuno tiene più in considerazione; ovvero che è l’uomo il centro attivo del suo universo e che è a lui che si devono tutti i cambiamenti e tutti i moti. Se siamo scontenti della nostra vita, la colpa non è da ricercarsi in altro se non nella figura che vediamo quando ci guardiamo allo specchio.
Allo stesso modo, se stiamo vivendo dei cambiamenti particolarmente soddisfacenti, il merito è da ricercarsi in noi stessi.
Non nella fortuna o nella sfortuna, non nel caso o nel destino, non nella “Legge dell’Attrazione” e nemmeno nell’Universo, ma in noi.
L’uomo è il centro di se stesso, il punto esatto da cui ogni cambiamento parte. Che ci piaccia o no, ogni nostra decisione influisce su noi stessi e sull’ambiente che ci circonda. Ed ecco, perché è necessario prendere scelte responsabili e consapevole, pro-attive e tese al cambiamento positivo (miglioramento).
Siate consapevoli.
Siate il centro di voi stessi.
Buon 2020 a tutti.