di Martina Grandori

 

Cala Violina, pochi chilometri da Punta Ala e dal porto di Scarlino, primi assaggi di Maremma, la Toscana dal sapore selvatico. Una caletta magica, la sabbia è chiara e granulosa, composta da piccolissimi granelli di quarzo. Il nome deriva dal suono che emette la sabbia quando ci si cammina sopra, che ricorda appunto quello del violino. Acque limpidissime, una corolla di macchia mediterranea che incornicia la spiaggia, il panorama è stupendo. Una calamita per estimatori del bello, ma anche per rovinose flotte di turisti. 

Ed è questa spiaggia, gioiello naturalistico che fa parte della Riserva Naturale delle Bandite di Scarlino, che finalmente da questa estate 2021 diventerà a pagamento. E si può dire finalmente. Finalmente perché i patrimoni naturalistici vanno tutelati, non solo chiedendo rispetto ed educazione ai balneanti, ma anche un contributo economico a sostenere il mantenimento e preservare questi angoli dal degrado. Purtroppo Cala Violina è da decenni nel circuito turistico della zona, con la conseguente perenne presenza di rifiuti abbandonati, falò non autorizzati che mettono a rischio la fitta e rigogliosa macchia mediterranea (è una zona molto soggetta ad incendi), persino persone a che galoppano a cavallo incuranti dei divieti. 

Per accedervi, da questa estate, sarà necessaria una prenotazione attraverso un sito che ne gestirà le prenotazioni e un biglietto da 2 euro a persona. L’anno scorso nonostante le molte raccomandazioni delle autorità locali Cala Violina è stato il set di assembramenti, qui lo spazio è per natura limitato e di conseguenza bisogna anche limitarne l’accesso. Si tratta di una quota minima utile – spiega il sindaco riferendosi ai due euro – a sensibilizzare i bagnanti e nel contempo a gestire al meglio la spiaggia: saranno infatti presenti degli steward che controlleranno le prenotazioni e il corretto utilizzo della cala e dell’area boschiva» spiega la sindaca di Scarlino Francesca Travison a margine del consiglio comunale che ha introdotto la novità. Ovviamente siamo in Italia e le polemiche sono già incominciate. 

In prima linea i locali a cui toccherà anche a loro pagare il ticket d’ingresso, purtroppo gli italiani da questo punto di vista sono ancora arretrati e non capiscono che a fronte di un piccolissimo contributo economico, si tutela non solo un patrimonio naturalistico, ma anche la salute di tutti.