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di Stefano Bini

 

Per carattere e per deformazione professionale, cerco sempre di accettare tutto e tutti; se non mi sta bene una situazione, lo faccio notare subito con molta calma, se una persona non mi aggrada, la considero il giusto per non scontrarmici e le porto comunque molto rispetto.

Devo essere sincero: Alan Friedman è la persona che più mal tollero nella televisione italiana. Spocchioso, arrogante, parla sempre sopra gli altri, è saccente in tutto e sbaglia spesso, ha una parlata forzosamente americana per far notale un aplomb che non ha, e l’ultima sparata su Melania Trump, che sarebbe a suo dire la escort di Donald Trump, è stata imbarazzante; non è stata agghiacciante solo per gli interlocutori di Uno Mattina, trasmissione in cui era ospite, dove nessuno si è scomposto (tranne la Giandotti) perchè un giornalista di sinistra può dire quello che vuole, ma per tutta la tv italiana, per i telespettatori e per le donne.

Friedman è una banderuola politica e si sa; ora gli conviene stare a sinistra e ci si è appollaiato alla grande da mesi. La cosa riluttante è che i vari talk tv continuino a chiamarlo e farlo disquisire su cose che spesso neppure sa, tanto basta promuovere i suoi pallosissimi libri.

Non ho sentito nessuna maestranza della Rai sollevare il problema, Boldini e boldriniane difendere Melania, nessun esponente della sinistra alzare la voce, pochi anche a destra.

Tante volte, gli esponenti di sinistra proclamano che “la cultura appartiene solo alla loro classe politica” invece è giusto far notare che, quando si fanno figli e figliastri, non si è solo ingiusti ma pure ignoranti. E il Sig. Friedman lo è stato più volte, sulla scappata di Melania allorchè vomitevole; che qualcuno lo fermi e non lo inviti più.

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