di Stefano Bini

Quando qualche giorno fa la mia amica Ilaria mi ha chiamato proponendomi un’intervista, ho subito pensato “ecco l’ennesima persona che vuole un favore”, ma poi mi ha detto lo scopo e mi si è aperto un mondo. Al di là di abitare a Milano oramai da quasi dieci anni, non ho mai abbandonato la mia terra, soprattutto quando c’è da promuovere una validissima iniziativa. Oggi, ho intervistato Riccardo Chipa dei ButcherBrothers®, il trio e l’azienda che celebra la figura iconica del Butcher, cioè di colui che ha passione per la carne, il bbq e le bistecche. Il progetto Butcher-bros.com nasce dall’idea di un collettivo di macellai e amanti della cucina al barbecue che vuole condividere le esperienze, le ricette, le novità e tutto quello che conviene sapere per gustare al meglio un bel pezzo di carne.

Fondato in italia, dal 2020 è il brand che unisce la cultura per le materie prime di qualità alla decennale esperienza di butchers qualificati nella lavorazione della carne, raccontando le tecniche di cottura e tutte le novità in arrivo dagli States e dall’Australia. Molto più di semplici appassionati, i ButcherBrothers sono ossessionati dalla ricerca di nuove ricette e tendenze in un ambiente in continua evoluzione ma che fonda le sue radici in tempi molto lontani.

 

Cosa volete promuovere attraverso il marchio ButcherBrothers®? Quali sono i vostri valori?

«Vogliamo promuovere la cultura Barbecue, basata sui valori di amicizia, condivisione e buon cibo, del trascorrere del tempo di qualità insieme ai propri amici grigliando i migliori tagli di carne, con la missione di far scoprire a tutti la figura del macellaio moderno o, come lo chiamiamo noi, il Butcher!»

 

Siete il primo brand italiano di prodotti ispirati dalla cultura meat/barbecue. Il concetto è ancora troppo americano o l’Italia si sta evolvendo sotto questo punto di vista?

«La meat culture e la barbecue culture ormai sono concetti globali in rapida espansione ed è ovvio che ogni paese assimila queste tendenze con ritmi diversi anche in relazione alla propria tradizione e cultura, sia sociale che culinaria. Noi vogliamo essere i portabandiera di questo movimento, non solo in Italia ma a livello globale.»

 

In Italia abbiamo un metodo, in America un altro. Le due cose possono conciliare?

«Assolutamente sì! Il bello è proprio questo, non lasciare che le differenze tra una cultura ed un’altra ci dividano ma creare un meltin’ pot di tradizioni, innovazioni e tendenze da condividere con tutti gli appassionati. Non dobbiamo eleggere un “metodo migliore” di fare barbecue ma goderci al massimo l’esperienza.»

 

Al di là della crisi dovuta al Covid, cosa vi ha spinto a portare avanti tale impresa in questo particolare contesto storico?

«La voglia di stare insieme agli amici e trascorrere del tempo di qualità in ottima compagnia sono il carburante che alimenta la nostra voglia di condividere con tutte le persone la barbecue culture.»

 

La vostra passione per il mondo della carne, anche per il fatto di essere maremmani, è maniacale. Quale ricetta o nuova iniziativa bolle in pentola?

«Per l’estate 2021 abbiamo tantissimi progetti in rampa di lancio. Oltre a collaborare con i macellai italiani in fantastiche iniziative come l’IBC (International Butcher Contest) e corsi di formazione sul territorio, produrremo la prima Web Series dedicata al mondo della carne e della macelleria. Anche se per il momento non posso spoilerare nulla, il consiglio che posso darvi è di seguire i nostri profili social (butcherbrother_official) e iscrivervi al nostro canale YouTube ButcherBrothers BBQ Club. Ne vedrete delle belle!»

 

A proposito di Maremma, come stanno prendendo questa situazione i grossetani?

«Inizialmente, tutti credevano che il brand ButcherBrothers appartenesse ad una grande compagnia statunitense, ma quando hanno scoperto che tutto è nato nella campagna maremmana abbiamo ricevuto messaggi di supporto e apprezzamento da tutti i nostri concittadini. Anche il sindaco di Grosseto è un nostro follower e devo dire che questo ci rende orgogliosi. Ci sentiamo onorati di poter rappresentare e promuovere la Maremma in tutto il mondo, grigliata dopo grigliata.»