di Gabriele Rizza

Ci risiamo, avevamo già avuto un antipasto durante le manifestazioni contro le improvvise chiusure autunnali, quando la stampa mainstream, per bene e pettinata, trovava sempre il capello per screditare le proteste di migliaia e migliaia di onesti lavoratori. Se prima però si soffiava su quel violento su mille, adesso che la cosa si fa seria e il quadro economico e sociale precipita, la stampa sfodera la solita carta, l’evergreen per dare del cattivo a chi scende in piazza: il pericolo fascista. Le iniziative di Io Apro e le saracinesche dei ristoranti che si sono alzate disobbedendo alle chiusure, hanno infatti avuto successo e questa volta anche le simpatie della gran parte degli italiani. Successo non dovuto a principi ideologici, ma alla semplice necessità di sopravvivere laddove lo Stato non ti aiuta a vivere.

Tuttavia, è da qualche anno che le libere iniziative dei cittadini non piacciono più ai centri del potere, organi di informazione in testa: in Italia puoi scioperare solo contro i sovranisti, se ti chiami sardina e se come loro protesti contro l’opposizione. Altrimenti, basta qualche manipolo di sciocchi su migliaia di italiani che rivendicano il semplice diritto di lavorare, per trasformare la fame in golpe fascista. I titoli di giornale non si sono sprecati, si parte da Repubblica, che titola: “Estremisti di destra e ultrà, ecco chi soffia sul fuoco dell’Italia che non incassa”, e non manca nemmeno Il Fatto Quotidiano: “Roma, tra i manifestanti anti- chiusure spunta anche qualche braccio teso”. La cronaca è sacra, e di un evento è giusto riportare il più possibile, però la cronaca non è più tale se narra un’altra realtà, che reale non è, perché basta ascoltare o conoscere i manifestanti per capire che si tratta di lavoratori, niente di più degno di rispetto e attenzione. Allora, secondo questi benpensanti giornali, nel bel mezzo del 2021 e di una pandemia, il pericolo è il fascismo e non la pandemia e i suoi disastri economici dovuti agli errori di gestione dei governanti.

Tuttavia, è una lezione già nota: all’inizio del nuovo millennio dare del fascista è un mero metodo per censurare, allontanare le simpatie e far sopportare le cose che non vanno, ma è soprattutto mascherare le negligenze della politica e scremare chi ha diritto e chi no. E allora, fascista è una parola buona per riassumere in una chiunque è accusato di negazionismo, no vax, delinquenti e anche chi per far cambiare le cose in meglio non rispetta le regole per qualche giorno. Insomma, nel 2021 manifestare (se non sei sardina) è fascismo. E pensare che è un diritto sancito dalla Costituzione.