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E’ notizia di questi giorni che dovrebbe chiudersi l’accordo tra la nostra Compagnia di Bandiera ed Etihad, che è quella degli Emirati Arabi Uniti. La notizia ha suscitato reazioni negative all’estero, soprattutto da parte di Lufthansa. Questa società aveva mostrato interesse anni fa ad Alitalia, ma ad essa venne preferita la partnership con Air France, sospettiamo per il motivo che con la prima, la società Italiana avrebbe dovuto operare seriamente, tagli di personale compresi. Con i sindacati che abbiamo… la seconda è stata preferita.

Ai tempi, proprio per questione di serietà, tra francesi e germanici, avremmo preferito i secondi. Ora, dopo il disinteresse mostrato in tempi recenti da parte di Air France, probabilmente Lufthansa si era illusa di poter finalmente chiudere un accordo con Alitalia. L’entrata in gioco di Etihad deve aver spiazzato i tedeschi che hanno reagito male, accusando in sede Europea l’Italia di stare ricorrendo agli aiuti di Stato, mascherati.

Francamente ci riesce un po’ difficile comprendere come mai un eventuale accordo con la società degli Emirati Arabi possa essere ritenuta aiuto di Stato, posto che gli accordi U.E. contemplano questa ipotesi solo nel caso di intervento di uno Stato Membro. Questo al netto del fatto che Air France è ancora, se non andiamo errati, parzialmente in mano allo Stato Francese., tanto per fare un esempio.

Forse Lufthansa sperava di acquistare le spoglie di Alitalia fallita e di aumentare il traffico verso i propri Hub. Più seria, come minaccia, ci sembra la partecipazione delle Poste Italiane nella nostra Compagnia di Bandiera, poiché, essendo queste nell’orbita statale, potrebbero sorgere problemi in ambito U.E. Consideriamo comunque, alla luce di ciò che è noto, positivamente questo accordo con gli Emirati Arabi per la ragione che l’alleanza con una compagnia di bandiera come Air France o Lufthansa avrebbe finito per confinare gli aeroporti Italiani al ruolo di collettori di passeggeri per gli Hub di Parigi o per uno dei due tedeschi.

Così, possiamo sperare che un aeroporto di Milano o di Roma possa finalmente funzionare alla pari con gli altri Hub europei, senza obbligarci ogni volta che si va all’estero a passare per Francoforte, Monaco o Parigi. Certo, probabilmente sulle rotte orientali, potrebbe esserci una maggior frequentazione degli aerei Italiani ad Abu Dhabi

Saremmo stati ancora più soddisfatti se al posto di Etihad, ci fosse stata una compagnia asiatica, perché in quel caso certamente il ruolo di Malpensa o di Fiumicino sarebbe stato strategico, in quanto Alitalia e l’altro partner si sarebbero “divisi” il mondo in due.

Un fatto in ogni caso positivo, è che ci si aspetta che le tariffe saranno più basse delle attuali sulle tratte internazionali, grazie al fatto che Alitalia dovrebbe poter sfruttare le agevolazioni fiscali in essere negli Emirati Arabi, oltre che usufruire di tariffe Enav più basse. Negativo rimane però il fatto che che ci sarà la cassa integrazione che riguarderà 1.900 dipendenti, di cui 600 tra il personale di volo.

 Possiamo solo sperare che si sia finalmente giunti al termine della annosa vicenda Alitalia e che da ora in poi si possa sentire parlare di essa solo per i profitti o quando si prende un volo. Che sia la volta buona?

Fabio Ronchi

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