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mercoledì, 7 Dicembre, 2022

49 arresti per ndrangheta a Milano. Le parole del prefetto Messina

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La Polizia di Stato, coordinata dalla  Direzione Distrettuale Antimafia della procura di Milano, sta eseguendo 49 misure cautelari per associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, minacce, violenza privata, incendio, detenzione e porto illegale di armi aggravati dal metodo e dalla finalità mafiosa nonché per il reato di intestazione fittizia di beni. L’operazione è stata chiamata Vico Raudo, antico nome celta di Rho.

La ndrangheta non ha nulla che fare con i Celti. È un fenomeno da calabresi che riguarda i calabresi, e che purtroppo si è infilato in modo stanziale anche a Milano. In questo caso il nome dell’operazione avrebbe potuto essere “il lupo perde il pelo ma non il vizio”.

Infinito e la locale di Rho

Infatti l’indagine condotta dalla Squadra Mobile di Milano ha svelato la ricostituzione di una struttura territoriale di ‘ndrangheta, denominata “Locale di Rho”, che faceva parte  dell’indagine “Infinito” condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano nel 2010. Il  promotore, condannato in via definitiva per associazione di tipo mafioso, una volta scontata la sua pena la ha rifatta e la ha connotata anche di una struttura paramilitare, da quanto raccontano dalla questura di Milano.

Le parole del prefetto Francesco Messina

“L’operazione eseguita oggi testimonia che l’agire mafioso della ndrangheta in Norditalia ha assunto da tempo caratteristiche assolutamente sovrapponibili a quelle che ne caratterizzano l’azione nei territori in cui il fenomeno è endemico” dichiara il Prefetto Francesco Messina, Direttore Centrale Anticrimine della Polizia di Stato.

Una struttura militare

È capitato diverse volte che gli attacchi della ndrangheta avessero aspetti che ricordavano operazioni militari per l’organizzazione con cui erano portate a termine, ma che la ndrangheta fosse un gruppo militare, che io ricordi, non era mai stato chiaramente espresso. Perlomeno non in quello che si è visto nelle loro azioni  nel Nord Italia.

Ora le parole del prefetto Messina sono chiare e mettono la “faccenda ndrangheta” sotto una luce diversa. Non delinquenti organizzati, ma golpisti militarizzati. Il pericolo che rappresentano è quindi molto maggiore rispetto a quello delle azioni di pecorai violenti con cui nel nord italia abbiamo da sempre considerato gli appartenenti alla mafia calabrese.

Continua infatti il prefetto: “La narrazione, talvolta sostenuta, di una ndrangheta evolutasi al punto da abbandonare l’aspetto militare in favore di strategie criminali più sofisticate non è del tutto precisa. A Milano la Polizia di Stato e la Magistratura continuano ad affrontare la minaccia mafiosa ben consapevoli che il contrasto dell’ala militare della ndrangheta deve continuare ancora a lungo e deve essere affiancato da una sistematica aggressione all’accumulo dei patrimoni illeciti, che ne costituiscono la linfa vitale.”

Lupo senza pelo, ma

Le seguenti parole del prefetto Messina sono ancora più chiare. Sono una dichiarazione di guerra. Una guerra giusta perchè i metodi delle mafie non appartengono alla cultura milanese e lombarda e costituiscono un corpo estraneo che vi si è incuneato, da estirpare completamente se si vuole realizzare una vera democrazia.

” Peraltro, gli esiti investigativi odierni attestano ancora una volta come sovente la detenzione carceraria non riesca a recidere il legame tra affiliato e struttura mafiosa di appartenenza. La Direzione Centrale Anticrimine, con le Squadre mobili e con il Servizio Centrale Operativo, continuerà in questa azione indifferibile di contrasto, sotto il coordinamento della Magistratura delegante”.

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Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti
Sono metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima a interessarmi di cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Nel tempo sono diventata una giornalista e una Web and Seo Editor Specialist. Ora scrivo per alcune testate e coordino portali di informazione. Dal 2000 al 2019 sono stata anche una speaker radiofonica.

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