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sabato, 28 Gennaio, 2023

Contro il 41 bis 2 anarchici sono saliti sulla gru di piazza della Scala

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MIlano. Per protestae contro l’articolo 41 bis del codice penale, 2 anarchici, un uomo e una donna, del gruppo “Galipettes occupato” hanno occupato, questa mattina alle 6.20, una gru in piazza della Scala, dal lato di via Giuseppe Verdi. Sul posto ci sono i Vigili del fuoco del comando provinciale di Milano, gli uomini della Digos e i poliziotti delle volanti della questura di Milano. In assistenza, per ogni evenienza, ci sono le ambulanze del 118.

piazza della scala milano, protesta anarchici contro il 41 bis

I due anarchici che protestano contro l’art. 41 bis e hanno srotolato uno striscione contro il carcere duro. Stanno protestando anche contro il carcere ostativo cui sono stati condannati i peggiori capimafia, quelli che hanno insanguinato l’Italia con le stragi, ma anche alcuni anarco insurrezionalisti, che avevano insanguinato e terrorizzato l’Italia nel 2012.

protesta contro il 41 bis a Milano

L’articolo 41 bis è nato in seguito alle stragi di mafia avvenute nel 1992. Prevede forti limitazioni alla possibilità di comunicazione con l’esterno da parte dei carcerati, deve essere approvato dal ministero dell’interno e dura al massimo 4 anni, dopodiché può essere rinnovato. Decade non appena il condannato inizia la collaborazione con la giustizia.

Perchè possa essere applicato devono sussistere due condizioni. Una oggettiva, cioè l’aver commesso uno dei delitti di mafia previsti dall’articolo 41 bis del codice penale, e l’altro soggettivo: infatti l’accusa deve dimostrare la presenza di elementi tali da far ritenere la sussistenza di collegamenti con un’associazione criminale, terroristica e eversiva. Attualmente nelle carceri italiane ci sono 742 persone sottoposte alle limitazioni dell’art 41 bis.

Alfredo Cospito

Secondo quanto scritto sulla pagina Facebook del gruppo Galipettes occupato, tre detenuti anarchici stanno facendo lo sciopero della fame perchè dallo scorso maggio Alfredo Cospito, un anarchico insurrezionalista, è stato sottoposto alle limitazioni del 41bis.

Alfredo Cospito è colpevole di aver sparato alle gambe di Roberto Adinolfi, un dirigente dell’Ansaldo la mattina del 7 maggio 2012 nel genovese, usando una pistola semiautomatica Tokarev sovietica. L’arma dei carabinieri che indagava a quei tempi sul delitto, ritrovò il bossolo calibro 7,62, con scritte in alfabeto cirillico.

Alfredo Cospito ammise di essere stato lui a sparare e nel 2013 fu condannato a 12 anni di carcere. Il suo complice, che guidava la motocicletta rubata con cui fu compiuto l’attentato, fu condannato a 10 anni di carcere. Le accuse per entrambi erano di lesioni ai fini di terrorismo. Alfredo Cospito non si è mai pentito. In questi anni di carcere ha continuato a scrivere articoli per i quali il ministero ha autorizzato , lo scorso maggio, l’applicazione delle regole del 41 bis.

L’attentato e le motivazioni dedotte durante le indagini

Un interessante informativa parlamentare relativa alle indagini dell’epoca è pubblicato sul sito del ministero dell’interno in formato pdf e che pubblichiamo anche qui. Tra le varie pagine si legge che la Ansaldo Nucleare si occupava dello smantellamento di alcuni siti nucleari e che una delle ipotesi investigative sull’attentato, considerata probabile, richiama gli accordi commerciali dell’Ansaldo con Russia, Ucraina e Romania per la costruzione di centrali nucleari e per la gestione delle scorie nucleari, accordi che avrebbero potuto infastidire l’allora potente criminalità dell’est europeo. E’ interessante rileggere questi passaggi storici 10 anni dopo i fatti.

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Ilaria Maria Preti
Ilaria Maria Preti
Sono metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima a interessarmi di cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Nel tempo sono diventata una giornalista e una Web and Seo Editor Specialist. Ora scrivo per alcune testate e coordino portali di informazione. Dal 2000 al 2019 sono stata anche una speaker radiofonica.

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