Zona Rossa Italia: distanze, disagi e voglia di guarigione

di Martina Biassoni

Come ormai tutti ben sanno, siamo lontani dal cacciare il Coronavirus, l’ingrato ospite che si aggira furioso fa noi da settimane, senza lasciarci spazio di manovra, facendoci abbandonare in fretta e furia quelle che sono le nostre abitudini sociali di comunità. Ci sta facendo smettere forzatamente di essere quell’insieme agglomerato di esseri informi che si annidano fra i vicoli delle nostre città, nei bar, nei negozi, nelle Chiese. Non dovrebbe essere difficile stare lontani gli uni dagli altri in quest’epoca di ipersocialità, di interconnessione continua vuoi con un mezzo, vuoi con l’altro. Eppure, i contagi degli ultimi giorni lo dimostrano benissimo, non è così.  E di questo ingrato ospite s’è parlato nuovamente ieri sera, da Antonio Corcione a Radio Informazione Libera in una trasmissione ancora una volta pullulante di personalità importanti che potessero fare un po’ di chiarezza a noi ascoltatori. Riporto alcune parti:

il Dott. Massimo Galli

Domanda Massimiliano Buonocore (Direttore Editoriale www.lacritica.org ): “I provvedimenti presi dalle Istituzioni Regionali e Statali sono necessari? Funzionano? È vero che a Codogno i contagi sono diminuiti?”

Risponde il Dott. Massimo Galli responsabile Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano: “Non è un bene l’aver riaperto l’ex zona rossa di Codogno, nonostante lì siano diminuiti i contagi, ancora non si è riusciti a risalire a tutti i contatti avuti dai contagiati. Nel resto della Lombardia il contagio continua ad essere elevato ed all’ordine del giorno, e le uniche misure che possano fermare la diffusione del Coronavirus sono quelle contenitive messe in atto finora, che sarebbe stato meglio mettere in atto prima. Non si può aspettare un vaccino, ma si può chiudere e fermare ciò che è superfluo contando sul buon senso e sul senso civico di tutti i cittadini.”

Domanda di Giuseppe Costa (A.D. di Costa Crociere, amico del Dott. Galli con il quale già si era impegnato anni fa in una campagna di sensibilizzazione e lotta all’AIDS): “Come si può gestire in questo senso l’economia?”

Risponde in Dott. Massimo Galli: “Ove possibile, la forma del telelavoro deve essere adottata perché si devono a tutti i costi evitare assembramenti di persone, spostamenti inutili anche se per lavoro. Nel caso non fosse possibile praticare smart-working, si può continuare a lavorare con estrema attenzione sia al rispetto delle normative e delle azioni di sicurezza, sia ad eventuali sintomi – anche banali – influenzali così da isolarsi per tempo a casa, dove si adottano le misure sanitarie dettate dal Governo. Nel caso in cui l’attività svolta fosse a meno di un metro di distanza l’un dall’altro indossare le mascherine con filtro. Sicuramente sarebbe meglio che alle attività superflue si ponessero delle battute d’arresto così da evitare assembramenti e code, nel caso non fosse possibile – ovviamente – il personale deve assicurarsi di far rispettare le distanze e le misure varate dal governo.”

Confermando le direttive istituzionali, quindi il Dott. Galli si augura che per la stagione estiva il problema venga arginato, che con il caldo gli assembramenti all’interno di luoghi chiusi vengano abbandonati in favore di ritrovi all’aperto, ma sempre ricordandosi che quest’epidemia potrebbe riverificarsi.

Rimane forte, come conferma anche Angelo un consulente strategico aziendale, la preoccupazione degli imprenditori che si trovano tutti nella stessa situazione di difficoltà, distrutti dalla ragionevole ansia di dover per forza continuare a lavorare in un clima di paura e difficile dal punto di vista sanitario. Il consiglio di Angelo, per poter trovare una soluzione ed aiutare le nostre piccole e medie imprese è suddiviso in due azioni, una immediata per arginare la crisi scaturita dal Coronavirus (sospensione di tasse, rate da pagare ecc), sia una a lungo termine strutturale, che con autofinanziamento aiuti a risanare la perdita di questi mesi (favorendo dei pagamenti rateali a sistema di finanziamento agevolato per gli imprenditori).

Sicuramente non sarà un periodo facile per nessuno, sicuramente non siamo ancora alla fine di quest’epidemia che potrà essere arginata soltanto seguendo attentamente le norme che ormai conosciamo tutti molto bene e che ci porteranno fuori da questa situazione.

Quando sarà tutto finito, ricordiamoci di quegli imprenditori e di quelle attività che adesso faticano, aiutiamoli, scegliamoli, torniamo a fare gite in Italia, torniamo ad acquistare a fare aperitivi, ad uscire a cena, torniamo alle nostre vite consapevolmente e responsabilmente.

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