WILLY E IL RAZZISMO, SCIACALLI POLITICI ALL’OPERA

di Abbatino

È orribile l’immagine che esce dell’Italia dalla vicenda di Colleferro. Da un lato, la vicenda tragica e sconvolgente di Willy, un ragazzo italiano ucciso perché intervenuto a difendere un amico dall’aggressione di quattro delinquenti; un fatto di cronaca, come tanti ogni giorno, degenerato nell’omicidio del ragazzo. Dall’altro, la sciagurata e infame strumentalizzazione dell’episodio da parte di Conte e Zingaretti.

Addirittura L’on. Morani si avventura nella strumentalizzazione imputando addirittura allo schieramento politico avverso la responsabilità dell’accaduto (su quali basi? Solo perché era nero allora è colpa della destra?); un tantino azzardata la “consecutio” alla quale arrivano certi politici e uomini dello spettacolo. In fondo, la matrice del razzismo, se proprio vogliamo dirlo, non è mai stata propria del popolo italiano. Ma se non fosse già triste la vicenda, certi politici rendono ancora più triste l’enfasi grottesca per l’accaduto con lo sciacallaggio retorico, partecipando ai funerali dello sventurato ragazzo, sottolineando con la loro presenza che hanno partecipato solo perché era un italiano col colore nero della pelle. Non può che essere così, poiché i quattro delinquenti non l’hanno pestato fino ad ucciderlo perché nero, quindi nessuna aggravante razzista. L’hanno ucciso perché è intervenuto ad aiutare un amico, a sua volta aggredito da delinquenti, che si trovava in difficoltà. Tutta qui la vicenda.

L’unica “colpa” di Willy è stato l’eccesso di generosità. La colpa grave di Conte e company è l’eccesso di presenzialismo per ragioni politiche, poiché in altre occasioni, come nel caso di Pamela Mastropietro o di altri italiani vittime di delinquenti stranieri, non si sono mai visti, come nel caso di Filippo Limini a Bastia Umbra. 

Fare di Willy un’icona contro il razzismo per speculare politicamente per l’accaduto è il frutto malato del politicamente corretto di questa coalizione di governo; si falsifica la realtà dei fatti, si racconta che è il razzismo la causa della morte e non i quattro delinquenti tra l’altro spacciatori, a quanto pare, non solo di pugni, ma anche di droga. Il problema non è il razzismo, il problema è chi vuole infilarcelo sempre per fare passerelle a buon mercato, a una settimana dalle regionali, perché di giovani italiani che muoiono a causa della droga sono molti di più di quelli che muoiono a causa di una rissa.

Siamo sinceri, se così non fosse, questo omicidio non sarebbe salito alla ribalta nazionale senza il razzismo, sarebbe rimasto nella cronaca di tutti i giorni come tanti altri fatti simili che vedono sempre negli eccessi la matrice di ogni male. L’assassino è un assassino. Lo sciacallo è uno sciacallo. Lasciate in pace il nostro connazionale Willy. Era un italiano.

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