Vogue America dice no alla mascolinità tossica con Harry Styles

di Stefano Sannino

Grande polemica in America, dove l’opinionista conservatrice e attivista Candace Owens ha risposto pubblicamente per le rime allo shooting di Vogue America con protagonista il celeberrimo cantante britannico Harry Styles. Il cantante, famoso per aver annullato la differenza fra abiti maschili e femminili, che nello shooting compariva con indosso un abito di Gucci dalla collezione donna, come per altro fa in moltissime altre occasioni, è stato accusato dalla Owens di perpetrare la fallacità della fluidità di genere e quindi di indebolire la stessa società occidentale.

“Non esiste società che possa sopravvivere senza uomini forti” queste le prime righe del tweet dell’opinionista conservatrice, che con poche parole pubbliche ha attaccato anni di battaglie sociali per la libertà di espressione personale, indistintamente dal proprio genere di appartenenza. Harry Styles, primo cover boy per il patinato mensile americano, è diventato uno degli ambasciatori principali di questa corrente da quando ha iniziato la sua carriera da solista. Per altro, Styles non ha mai dichiarato di appartenere alla comunità LGBTQ+ (sigla che indica le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender), mentre si è sempre detto in favore di una libertà di espressione assoluta, rappresentata anche dall’abbigliamento volutamente selezionato mixando collezioni femminili piuttosto che maschili.

Nonostante l’obiettiva validità della battaglia rappresentata da Styles e condotta anche da moltissimi altri artisti, il tweet della Owens ha raccolto circa 95 mila likes, dimostrando che le lotte condotte in nome della libertà di espressione, di rappresentazione e per l’abbattimento delle norme di genere nel campo della moda sono ancora lontane dal compimento.
Dall’altro lato però, Harry Styles è diventato, negli ultimi due anni, la musa del direttore artistico di Gucci, Alessandro Michele, rappresentando in tutte le sue apparizioni pubbliche il messaggio di estrema creatività e libertà che Michele ha disegnato nelle sue collezioni. Messaggi che, se in un primo momento venivano guardati con diffidenza anche dal mondo della moda, ora sono stati invece completamente interiorizzati ed adottati da molti altri brand.
Quel che è certo da questo polemica, è che il fashion system rappresentato da Vogue America, si è dimostrato ancora una volta in grado di preannunciare il futuro, abbattendo tutti gli stereotipi di abbigliamento di genere, che hanno dominato le passerelle fino a qualche anno fa.
Ora, la società non deve che abituarsi a questa rivoluzione.

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