VERONA, 33 FALSE VERITÀ SULL’EUROPA. La lezione di Lorenzo Bini Smaghi

Martedì 9 dicembre 2014 alle ore 17.30, presso l’AULA T1 del Polo Zanotto dell’Università di Verona, si terrà una giornata seminario rivolta agli studenti e ai cittadini, sul tema: 33 FALSE VERITA’SULL’EUROPA. La giornata è stata organizzata dal Dipartimento di Scienze Economiche in collaborazione con il Centro Studi Internazionali dell’Università degli Studi di Verona e l’Associazione veronese “Valorizziamo Cattolica”. Al seminario interverrà in veste di relatore l’economista e Presidente Snam LORENZO BINI SMAGHI, autore del libro che ha dato il nome al seminario stesso.

Il volume dell’economista italiano smonta alla luce dei fatti alcune “false verità” sull’Europa, senza necessariamente assolverla dalle sue responsabilità, ma senza nemmeno tacere quelle degli stati che ne fanno parte, che sono di gran lunga maggiori. Dalla critica alla costruzione europea, dall’euro alla BCE, dal fiscal compact all’unione bancaria. Fare dell’Europa il capro espiatorio di tutti i mali è però una strategia autolesionista che non solo alimenta i vari populismi, ma espone le forze politiche e i governi che l’adottano all’accusa di essere incapaci di battere i pugni sul tavolo a Bruxelles, di sapere cosa andava fatto e di non averlo fatto. La crisi dell’Europa è in realtà la crisi degli stati nazionali che in un sistema sempre più integrato non riescono più ad agire individualmente in maniera efficace e nel contempo sono riluttanti a trasferire poteri a livelli di governo sovranazionali.

Lorenzo Bini Smaghi, presidente di Snam e vicepresidente di Societé Generale, è attualmente “visiting scholar” al Weatherhead Center for International Affairs di Harvard e all’’Istituto Affari Internazionali. Presiede anche la Fondazione Palazzo Strozzi a Firenze e l’Associazione italiana degli Alumni of the University of Chicago. Dal Giugno 2005 a Dicembre 2011 è stato membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea. È autore di vari articoli e libri su tematiche monetarie e finanziarie, internazionali e europee, ed è membro dei commentatori del Financial Times.

La Critica

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