VENTURE INCUBATOR: un originale modo per innovare e creare occupazione

I Business Angels sono degli angeli un po’ particolari. Infatti sono solitamente imprenditori o profssionisti, che hanno competenze specifiche ed una certa quantità di danaro da investire (e rischiare). Generalmente arrivano sino ad un massimo di 1 milione di Euro. Di solito investono instart-up così dette “early stage”, ossia che sono proprio agli inizi e che paiono promettere, grazie ad idee innovative, di avere un ottimo successo.

Idealmente, un gradino più su, ci sono i Venture Capitalist, che posso investire anche diversi milioni di euro in iniziative particolarmente promettenti. In questo caso, se decidono di procedere nel mettere i loro soldi, si aspettano un ritorno di almeno dieci volte il valore iniziale impiegato. La ragione di un tale moltiplicatore è semplice e non è avidità: sanno che su dieci iniziative nella quali investono, pur avendole studiate attentamente, pur avendo molto scremato, nove potrebbero andare male e perciò il guadagno di dieci volte la somma messa sul piatto di una nuova iniziativa  è in realtà il minimo sindacale per non rimetterci.

E’ chiaro che si tratta di statistica e quindi può andare loro molto meglio di così, ma nel grande rischio che corrono, può sembrare assurdo, assumono un atteggiamento prudenziale. Del resto, chi si prenderebbe l’azzardo di mettere in gioco milioni di euro per andare solo in pari? Il panorama dei Venture Capital è vario, nel senso che ci sono relativamente pochi che investono nella fase iniziale di una start-up, più facilmente si trovano per la fase immediatamente successiva o per quella quasi matura. 

Digital Magics potremmo dire che è un caso a sé, è un Ventur Incubator, in quanto funge anche da incubatore di start-up pur investendo direttamente in quelle incubate. Ricordiamo che un incubatore è una entità, spesso, in Italia, a capitale pubblico, anche se questo non è il caso, che offre tutta una serie di servizi ad una neo società innovativa, quali, oltre alla sede, il”mentorship, (quelli) finanziari, amministrativi, strategici, logistici, tecnologici e di marketing e comunicazione, oltre a un supporto di business management in grado di accelerare il processo di crescita dell’impresa”. 

Quindi “Digital Magics, (prendiamo sempre dal loro sito)  è una investment company” fondata nel 2004 e dal 2008 opera come incubatore di startup innovative digitali, che propongono contenuti e prodotti ad alto contenuto tecnologico.  Nel 2013 Digital Magics si è quotata all’AIM Italia – Mercato Alternativo del Capitale – dedicato alle piccole e medie imprese e gestito da Borsa Italiana. E’, come detto, un Venture Incubator che fonda e costruisce internet startup, investendo anche capitale proprio. Parte dunque dai talenti e dalle idee, trasformandole in business disruptive e di successo ben integrati nella digital economy italiana e internazionale. 

L’incubatore promuove dunquela cultura dell’imprenditorialità e del rischio, contribuendo alla crescita economica e all’occupazione per i giovani. Digital Magics, quindi, offre servizi per sostenere l’innovazione, la nascita e lo sviluppo di startup innovative, e le supporta nella ricerca di nuovi investitori privati e pubblici, italiani e internazionali, che finanzino le successive fasi di sviluppo. 

“Il modello Digital Magics è unico in Italia e si basa sul Digital Magics LAB: il team che identifica, analizza e lancia le nuove iniziative. Sono circa dieci le iniziative che il LAB identifica ogni anno e che Digital Magics poi sostiene utilizzando i fondi derivanti dagli exit e collaborando con gli operatori della filiera. Fra i co-investitori e acquirenti primari gruppi industriali e di venture capital, nonché numerosi Business Angels, italiani e internazionali”.

Perché ne parliamo? Per il fatto che Digital Magics ha deciso, insieme ad una cordata di investitori privati, di investire un milione di euro nella startup Premium Store. Con la sua quota pari a 200 mila euro, la società detiene il 63,5% del pacchetto azionario. Questa startup dovrà sviluppare e gestire in esclusiva per conto del Consorzio Edicola Italiana il nuovo progetto che vedrà la luce questa estate e che consisterà in un portale per la vendita on-line di prodotti editoriali digitali. 

In questo nuovo Consorzio sono coinvolti il Gruppo 24 Ore, il Gruppo Editoriale L’Espresso, La Stampa, Mondadori, RCS Media Group e Caltagirone editore. Come vedete, grossi nomi del settore e questa è la cifra dell’importanza dell’iniziativa. In questo portale sarà possibile acquistare e consultare, utilizzando un unico sistema di pagamento centralizzato, tutta una serie di contenuti quali quotidiani, periodici ed e-book.

Il settore dell’editoria digitale, stando alle previsioni di PWC Media and Entertainment, promette un forte sviluppo per il quinquennio 2013-2017, pari a ricavi previsti di 243 milioni di euro per gli e-book, 115milioni per le riviste e 86milioni per i quotidiani. Sicuramente cifre non trascurabili che giustificano l’aver investito un milione di Euro per la start-up. In poco meno di due mesi, i membri del consorzio dovranno decidere le strategie di prezzo e le promozioni per le oltre 70 testate coinvolte.

Non ci resta che attendere l’estate e vede come il tutto si tradurrà in pratica.

Fabio Ronchi

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