Una lobby gay all’interno dei partiti !

di Endimion

Non ce lo nascondiamo, gay si nasce e non ci si diventa. Magari lo si scopre più avanti, ma è già tutto scritto quando usciamo dall’utero della mamma. Tutto questo, può anche accadere ai leghisti che, sì hanno il cazzo duro dalla nascita del partito, ma sono pur sempre umani.

La Lega (ormai non più solo Nord) sta vivendo il momento più florido della sua esistenza: con la fame sociale\economica\professionale alle stelle, è il partito che più rincuora gli italiani, tra esclamazioni forti e pugni duri sui tavoli. Poi, con un alleato ignorante e che va avanti a slogan da quinta elementare come il Movimento Cinque Stelle, è facile accaparrarsi la simpatia degli italiani.

Con un loro ministro della famiglia al governo, con un tacito dissenso sulle coppie omosessuali, sull’assoluto no all’utero in affitto e altri temi etici, la Lega sembra compattissima su questo fronte. Sembra.

Un deputato salviniano, in una recente chiacchierata informale, ha snocciolato ad una nostra collaboratrice il fatto che all’interno del partito ci siano omosessuali non dichiarati e che questi farebbero sponda con i Cinque Stelle nella loro stessa condizione. Fino a qui niente di male, se si pensa possa essere un regime di solidarietà tra persone che condividono la stessa sessualità. La cosa strana è che questo si stia ripercuotendo non tanto nel governo, dove potrebbero venir fuori notizie e paginate d’indignazione o gradimento, ma sul territorio dello show business terra di caccia di qualsiasi governo di turno: la Rai.

Infatti, sempre stando a quanto dettoci dal deputato, i conduttori dei due programmi estivi di punta del daytime di Rai1, confermati in pompa magna e senza alcun merito anche nella stagione autunnale, sarebbero il risultato dell’accordo proprio di questi due gruppi. Di uno si vociferava per essere l’amante di Vincenzo Spadafora, dell’altro nessuno sospettava. Invece, così è. Mentre all’interno del partito di Grillo nessuno si nasconde poiché gli omosessuali dichiarati o non del tutto sono molteplici, guai che si venga a sapere che un laghista è gay. Eppure, la situazione è che alcuni parlamentari del partito di Matteo Salvini sarebbero incazzati neri per la situazione che sta emergendo, per il patto televisivo nascosto con il M5S e per aver fatto le cose in fretta piazzando chi volevano loro, senza consultare le varie direzioni.

Nel marasma politico, mancava una lobby gay bipartisan per accaparrarsi la Rai, ma tutto può succedere nel 2019: l’Europa ci ha mandato Monti e noi ingoiamo il rospo di avere degli autentici ignoranti al governo del paese, votati da noi alla stregua di una situazione italiana non più tollerabile. Sia chiaro, non perché siano omosessuali.

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