Ultimatum alla Terra

Un disco volante atterra a Washington. Il suo pilota, Klaatu, porta un messaggio per tutta l’umanità. Appena sceso però cominciano gli incidenti. Un soldato, scambiando il dono che Klaatu tiene in mano per un’arma, gli spara e lo colpisce alla spalla. Interviene Gort, il fido Robot di Klaatu che distrugge col suo raggio tutte le armi. Klaatu viene portato all’ospedale e curato. Si riprende in poche ore grazie a delle medicine che ha con sé. Da lui si reca un rappresentante del governo statunitense, ma l’alieno si rifiuta di riferirgli il messaggio. Egli vuole riferirlo solo ai rappresentanti di tutto il mondo. Le autorità vorrebbero trattenerlo, ma Klaatu scappa, mischiandosi tra la folla e affittando una stanza da un’anziana signora. Nella pensione conosce Helen, una giovane vedova, e suo figlio Bobby. Bobby gli farà da guida e gli illustrerà la città.

Nel frattempo le autorità lo ricercano. Sarà Bobby a mettere in pericolo Klaatu. Seguendolo una sera egli scopre infatti che il signor Carpenter (così siultim fa chiamare Klaatu per non farsi riconoscere) è in realtà il famoso uomo astrale. Klaatu riesce comunque a prendere contatti col professor Barnhardt, esimio fisico e astronomo che organizza un convegno di tutti i maggiori scienziati mondiali poiché i politici non sono riusciti, a causa delle sciocche divisioni interne, a organizzarlo.

Mentre cerca di sfuggire ai soldati per andare al suo disco dove si terrà il convegno, Klaatu viene ucciso. Helen su suo incarico va da Gort e gli dice una frase nella lingua aliena di Klaatu. Gort la porta nel disco e va poi a prendere il corpo dell’alieno a cui ridà vita tramite una macchina presente sul disco. Uscito dal disco Klaatu parla ai convenuti. Avverte la Terra che a causa del suo progresso sta divenendo pericolosa per la pace interplanetaria. Egli dice al mondo che se gli uomini non la smetteranno con guerre e inimicizie la Terra sarà annientata.

Ultimatum alla Terra” (titolo originale “The Day the Earth Stood Still”) è un film del 1951. Le immagini sono in bianco e nero, con contrasti forti e molto pulite. La trama è semplice, lineare, senza grandi colpi di scena, ma la noia non trova spazio e l’attenzione è sempre vigile. Bravi gli attori, capaci di interpretare con disinvoltura ed eleganza i propri personaggi. Ricordiamo Michael Rennie (Klaatu), Sam Jaffe (Prof. Jacob Barnhardt), Patricia Neal (Helen Benson), Billy Gray (Bobby Benson), Lock Martin (Gort).

Tra le altre cose segnalo una vena romantica, non certo voluta dal regista Robert Wise, ma data dalle immagini vecchio stile e dagli effetti speciali che oggi risultano ingenui. Il disco volante assomiglia in tutto e per tutto a un coperchio di pentola mentre il Robot è palesemente un uomo vestito con una tuta di gomma argentata che tenta di simulare il metallo. Raggi e luci varie sono semplici luci elettriche di lampadina e non certo effetti spettacolari in stile Matrix.

Film da vedere, particolarmente consigliato agli appassionati di certa bella,vecchia e seria fantascienza ricca di contenuti e non basata solamente sugli effetti speciali.

Enrico Proserpio

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