TROPPA TOLLERANZA UCCIDE LA CONVIVENZA CIVILE. Se si vuole dare maggior sicurezza, occorre la tolleranza zero.

Avere una città o un Paese in ordine, che funziona, nasce anche dal fatto che non si trascurano le piccole cose. Quindi una città pulita, dove tutti circolano rispettando le regole, dove la gente può camminare senza timore per strada, dove la propria casa è un luogo sicuro,  parte da fattori apparentemente irrilevanti, almeno giudicati tali con il metro Italiano.

E’ prima di tutto una questione psicologica. Se infatti, camminando per una città, vedi che la gente butta indisturbata la carta per terra, i pedoni attraversano dove e quando vogliono loro, ogni due per tre c’é chi ti vuole lavare i vetri dell’auto o rifilarti un inutile libro come pure una rosa, i ciclisti non rispettano il codice della strada, i muri sono imbrattati, le strade piene di buche, allora  si finisce istintivamente per non amare quell’ambiente e, se non sei più che rigoroso, a tua volta finirai per sentirti autorizzato a seguire la medesima china, in mancanza di controlli, contribuendo a peggiorare la propria città.

E’ esperienza di molti, crediamo, se pensiamo alle nostre puntate in altri Paesi, come per esempio la Svizzera; basta aver attraversato il confine che percepiamo subito la differenza rispetto a noi. Ciò però vale proporzionalmente per tutti a diversi livelli.  Quindi chi ha una propensione a delinquere,  in una città degradata, si potrebbe sentire più al “sicuro” e quindi essere più propenso a rischiare e via via così in un crescendo che si avvita su sé stesso peggiorando sempre più la situazione. Questo stato di cose, poi, su più larga scala, diventa vera pure a livello di Nazione.

Chi vive a Milano, può constatare di persona queste cose ed infatti la microcriminalità è in aumento. Secondo noi, non è un caso. Sicuramente, c’entra la situazione economica, che ha messo in crisi parecchie persone ed alcune sono state spinte a delinquere per fattori contingenti. Resta tuttavia valida la domanda se in una città diversa, anche questi, pur disperati, avrebbero osato saltare il fosso. Certi fenomeni ci sono da tempo, come i lavavetri ed i venditori di cianfrusaglie, rose, libri, ma con l’ultima Giunta l’attenzione a questi è scemata. (Non dimentichiamoci che spesso dietro a questi ambulanti ci sono dei racket, quindi delinquenza organizzata che, se cediamo alle incessanti richieste di questi postulanti, finiscono per alimentarla).

Ecco che così i primi segnali che la Giunta Pisapia diede quando si insediò, furono di segno opposto a quello che una Amministrazione dovrebbe fare. Così incoraggiò i cosiddetti “writers”, con il risultato di avere i muri della città senpre più imbrattati, cui seguì, in un crescendo, acquiescenza quando ci fu una occupazione di uno stabile, che è un atto illegale, ponendo in questo modo la Giunta in una posizione che ha rasentato, se non forse addirittura superato, il reato di favoreggiamento nei confronti di questi delinquenti. Naturalmente, questo atteggiamento ha fatto sì che altri si sentissero autorizzati a fare altrettanto ed il Diritto è stato più volte calpestato.

Con questi comportamenti, si è favorita l’illegalità e si è incoraggiata la delinquenza per i motivi esposti all’inizio.
Se si passa ad un livello superiore,  la situazione non è da meno. Ormai i furti nelle case  non portano ad indagini specifiche per il singolo reato e ciò che viene rubato, quelle rare volte che viene recuperato, è solo per caso, perché magari inserito in una indagine più “importante”. Ancora, con l’operazione “Mare Nostrum” si è dato un segnale di acquiescenza verso l’illegalità, rendendo pure complice la nostra Marina degli scafisti, che, grazie a questa scellerata iniziativa, che a noi costa mensilmente 9 milioni di Euro al mese, hanno visto aumentare gli affari e diminuire costi e rischi. Anche l’abolizione del reato di clandestinità è stato un segnale dalla medesima valenza.Qui vediamo un parallelo con quanto fatto ad altro livello dalla Giunta Pisapia.

Questo “Mare Nostrum” non ci costerà solo in termini monetari, ma ci sta esponendo a gravi rischi, sia sanitari, che, in un momento di recrudescenza dell’estremismo Islamico, di attentati. Avrà anche costi sociali e porterà a tensioni ed ad un aumento della delinquenza, perché un numero così elevato di clandestini non è gestibile. Forse a Roma hanno cominciato a rendersene conto, forse cominciano ad avere paura, ma anziché fermare immediatamente questo scempio ed ad allinearsi a quanto fanno gli altri Paesi, questi disgraziati incoscienti d’ispirazione cattolica o sinistrorsa vanno piangendo in Europa, nella (vana) speranza che qualcuno li tiri fuori dal guaio in cui si sono cacciati e che permetta loro di salvare la faccia davanti al Paese.

Questi che riportiamo, sono solo alcuni esempi tra quelli possibili che portano alla degenerazione del sistema. Eppure, se si guarda al passato, (ogni tanto può essere utile), basta osservare ciò che fecero nel New Jersey a metà degli anni Settanta, quando fu elaborato un piano anti-criminalità denominato “Safe and Clean Neighborhoods Program” e che prevedeva di stanziare soldi e mezzi alle varie città dello Stato per far uscire i poliziotti dalle macchine e dislocarli per strada.  In quell’occasione fu coniata l’espressione “tolleranza zero”.

Passa qualche anno e nell’82 due studiosi neocon del Manhattan Institute, che divenne poi la fucina delle idee per Giuliani candidato Sindaco, pubblicarono sul mensile Liberal “The Atlantic Monthly” un articolo intitolato “Broken Windows” (finestre rotte)  nel quale esponevano la teoria che, se si prende un palazzo con poche finestre rotte e queste non vengono riparate, ci sarà chi tenderà a rompere anche le altre. (Se ci pensiamo, similmente accade la medesima cosa con le auto abbandonate). Così, dopo un po’, se l’edificio è vuoto, qualcuno potrebbe essere tentato di occuparlo o di dargli fuoco.

Lo stesso vale per la spazzatura. Se viene lasciata per strada, alla fine la gente comincerà anche a lasciare i sacchetti con i resti di cibo. Da questo si deduce che per evitare che una situazione degeneri, è necessario fermarla sul nascere. Questo porta a far crescere la percezione di sicurezza per i cittadini. La vitalità di una città però dipende esattamente da questo, dal senso di sicurezza avvertito dagli abitanti, perciò è importante.

Così quell’articolo fu la fonte di ispirazione di Giuliani quando dodici anni dopo questi divenne Sindaco di New York. Egli, oltre  che a mettere in pratica questa teoria, aggiunse un sistema computerizzato di monitoraggio e controllo delle denunce dei reati e delle conseguenti attività di polizia, chiamato Compstat, oggi usato quasi ovunque. Questo sistema metteva in condizione di individuare statisticamente con certezza le zone dove si commettevano più spesso i reati e di modulare di conseguenza la risposta preventiva o repressiva. Inoltre questo consentì di delegare quasi del tutto la gestione delle attività di polizia ai comandanti delle piccole stazioni di quartiere, le cui performance vennero valutate su dati oggettivi.

Giuliani, inoltre, tolse  l’assistenza pubblica a mezzo milione di persone che, grazie ai sussidi, si poteva permettere di non lavorare e si dedicava a piccoli o grandi atti di vandalismo. I poliziotti, che negli Stati Uniti dipendono dal Sindaco, non davano tregua agli sfaccendati , sino a giungere quasi al mobbing, costringendoli infine a cercare e trovare lavoro. Sotto Giuliani, non senza polemiche e strascichi, i reati violenti diminuirono del 75% mentre in generale i crimini diminuirono del 56%. Questa tendenza perdura anche ora.

La tolleranza zero con Giuliani si è manifestata nelle piccole cose, come, per esempio, nella lotta ai portoghesi sui mezzi pubblici, nel colpire chi urinava per strada, contro i lavavetri, la prostituzione, i pedoni che attraversavano la strada con il semaforo rosso.

Ci piacerebbe adottare un programma simile a Milano, come pure a livello Nazionale.

Fabio Ronchi

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