TRIBUNALE DEI MINORI DI TORINO: LE ACCUSE DI DUE NONNI

di Giorgia Scataggia 

Quando un bambino viene ingiustamente allontanato dalle famiglie, a soffrirne non sono solo i genitori ed i minori stessi. I nonni, per chi ha la fortuna di averne, sono un dono prezioso, una risorsa, sono quel tocco di magia che illumina ed arricchisce di saggezza e di storie antiche le giornate di questi bambini. In diretta su Radio Critical Break, abbiamo raccontato la singolare vicenda di due nonni amorevoli, che si sono visti negare l’affidamento dei nipoti senza alcun motivo.

UNA MADRE DISTRATTA: A PAGARNE LE CONSEGUENZE SONO IL PADRE ED I NONNI.

Stefano è il papà separato di due bambini di cinque e sei anni, che si è ritrovato, suo malgrado, in una situazione assurda: “Mi sono sposato all’estero, con una ragazza straniera. Successivamente sono riuscito a trovare un impiego in Italia. Quindi, ho avuto la possibilità di rientrare a Torino, assieme a colei che era diventata mia moglie. Ho sempre desiderato avere dei figli. Ne abbiamo messi al mondo due, un maschietto ed una femminuccia, che sono la luce dei miei occhi. Nella mia abitazione, prima ancora che mi sposassi, erano installate una serie di telecamere, in quanto avevo subito dei furti e volevo tutelarmi. Con la nascita dei miei figli, queste telecamere hanno svolto la funzione di baby monitor. Quando mi trovavo sul lavoro, spesso mi veniva voglia di vederli e quindi mi sintonizzavo. In queste occasioni, però, mi capitava a volte di notare delle situazioni di potenziale pericolo che coinvolgevano i bambini. Quando rientravo a casa, facevo presente alla mia ex moglie le mie perplessità, ma lei interpretava queste osservazioni come attacchi alla sua persona. Hanno iniziato a nascere attriti, che sono peggiorati con il passare del tempo, fino alla degenerazione totale della situazione. La mia ex moglie ha iniziato ad accusarmi di avere manie di controllo nei suoi confronti, mentre invece ero solo preoccupato per i bambini. Spinta da altre persone, si è rivolta a centri antiviolenza, nonostante non l’abbia mai nemmeno sfiorata con un dito. Da lì è entrata in contatto con avvocati ed assistenti sociali, i quali hanno inviato una relazione alla Procura dei Minori. Ho così perso i miei figli la prima volta. Fortunatamente, dopo iniziali momenti di panico, sono riuscito a dimostrare la mia innocenza ed ho potuto riallacciare normali rapporti con i bambini. Il Magistrato Ordinato ha addirittura predisposto che passassero con me ed i nonni le vacanze a Sassari, dove nel frattempo mi ero trasferito. Quattro giorni prima della partenza, la madre ha pensato bene di lasciarli soli in casa per andare in discoteca, probabilmente per fare la ragazza immagine. I miei figli si sono svegliati e, non trovando la mia ex moglie, sono usciti in strada a cercarla e sono stati recuperati dalle Forze dell’Ordine alle due di notte.”
Stefano era convinto che questo episodio avrebbe finalmente aperto gli occhi al giudice sulle accuse di leggerezza che, precedentemente, aveva rivolto alla ex moglie, ma le cose non sono andate come sperato: “Non solo non ha riconosciuto le mie ragioni, ha immediatamente inserito i miei figli in una casa famiglia, impedendo anche a me, oltre alla madre, di vederli. Ormai sono due anni che i bambini vengono sballottati fra istituti, case famiglia e famiglie affidatarie”.

NEGATA LA CUSTODIA AI NONNI.

La cosa più assurda di questa vicenda è che il Tribunale dei Minori di Torino ha negato l’affidamento dei minori ai nonni paterni, due persone che hanno cresciuto quattro figli, portandoli tutti alla laurea. La motivazione di questo rifiuto ha lasciato attonito nonno Antonio: “Quando ho chiesto spiegazioni per l’insensato rifiuto, sono rimasto senza parole per la risposta, così articolata: – i nonni paterni, seppur capaci di affetto e tenerezza, sono inclini ad una educazione autoritaria, maggiormente orientata al saper fare piuttosto che al saper essere, non compatibile al momento con le esigenze evolutive dei bambini -. Non ho avuto altre spiegazioni. Non mi capacito di questa cosa”.
I due minori aspettavano con ansia la partenza per poter stare con i nonni ed il papà. In poco tempo hanno perso tutti i loro affetti e si sono trovati relegati in luoghi a loro estranei assieme a persone estranee, con tutte le conseguenze psicologiche del caso.

IL COMMENTO DELL’AVVOCATO.

I nonni ed il padre sono assistiti dall’avvocato Simona Donati, che ha così commentato la vicenda: “La madre è colpevole di incuria nei confronti dei figli e l’intervento delle Forze dell’Ordine è stato più che giusto. Successivamente, però, la situazione non è stata gestita nel migliore dei modi. Abbiamo un padre che non è stato preso minimamente in considerazione e la stessa sorte è toccata ai nonni. I bambini hanno subito molteplici traumi, sballottati fra comunità e famiglie affidatarie. Il loro interesse è sicuramente quello di stare con i loro affetti, in questo caso con il padre e con i nonni, i quali non hanno fatto assolutamente nulla di male”.

Se ti è piaciuto questo articolo lascia un commento o sottoscrivi il feed RSS per ricevere i prossimi nel tuo reader.