TRA RE SILVIO E LA REGINA GIORGIA, NON METTERE IL GIULLARE MATTEO

di Endimion

All’interno del centrodestra, alle ultime elezioni, Matteo Salvini ha primeggiato in Emilia Romagna, Silvio Berlusconi in Calabria e Giorgia Meloni si è dimostrata in straordinaria ascesa.

Della serie “chi lo avrebbe mai detto”, la Meloni e Silvio sono più vicini e allineati che mai, mentre al povero Salvini sembra toccare la stessa sorte di Matteo Renzi; il Capitano sembra si sia montato la testa, tra sondaggi che lo danno primo partito italiano, ma in brusco calo, e prodezze da showman on the road. Le esagerazioni non pagano e Salvini, seppur con performance in Emilia e in Calabria molto buone, sta non poco stufando l’elettorato; la domanda che si pongono tutti è: dopo il citofono, le (auto)denunce, i post, le dichiarazioni tv, quale altro limite può valicare? Di argomenti, non se ne possono usare altri. Il buon Matteo, o trova un diversivo oppure quelle sfigate delle Sardini avranno modo di parlare e sparlare ancora a lungo.

Tutta questa situazione, sembra giovare in primis alla Meloni e a Fratelli d’Italia, che sale nelle percentuali ad ogni rivelazione sondaggistica e sembra meritatamente inarrestabile, e in secundis a Silvio che, dopo la debacle emiliana e il grande trionfo calabrese (Forza Italia+liste collegate al partito=24%), si è dimostrato ancora molto forte; in sintesi, il partito è debole ma ha ampi margini di ripresa.

Non rendendosi ancora conto del suo calo, in pieno stile renziano e da chi vuole comandare ma non sa farlo, Salvini di recente ha fatto un’altra bravata ai danni di Berlusconi e Meloni: ha espresso disappunto su Caldoro in Campania, espressione di Forza Italia, e Fitto in Puglia, espressione di FdI.

Al di là di ciò e del momentaneo potere, ma Salvini si sta rendendo conto di ciò che fa o è accecato dal potere? Vexata quaestio.

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