TOTI, UN GATTO IN TANGENZIALE

di Endimion

Lasciando da parte Giorgia Meloni, ringalluzzita dagli ottimi sondaggi in crescita, e nel contempo poco consapevole che la buona sorte dura poco e solo perché sta seguendo la scia sovranista, Silvio e Matteo stanno facendo le prove per una pace che si prevede duratura; vista la difficoltà che sta attraversando, Salvini si rifugia nel suo porto politico sicuro, ovvero quello di Berlusconi, il quale non ci dimentichiamo è proprietario di parte del logo della Lega e in passato ha foraggiato pesantemente le campagne elettorali del Carroccio. In sintesi, finchè vivrà Silvio godranno Forza Italia e pure la Lega.

In tutta questa situazione, dopo l’asse Forza Italia-Lega (e indirettamente la Meloni, che con il suo 6% effettivo non va da nessuna parte), c’è da tenere buono l’inutile rompiscatole Giovanni Toti che, dopo le grandi promesse di Salvini, è rimasto con il cerino in mano e farà la fine di Fitto, Alfano, e compagnia cantante. Sembra proprio di rivedere la situazione creatasi tra Silvio e Angelino; il secondo, rassicurato dal potente di turno, cerca di convincere i rappresentanti più sfigati e labili di Forza Italia ad andare con lui e sostenere la sinistra. Dopo poco tempo, gli stessi deputati sono tornati strisciando da Silvio e il povero Alfano è finito in uno studio d’avvocati. Poca dignità per taluni, quid azzerato per talaltro.

Ecco, ora Toti si ritrova con otto parlamentari di Forza Italia, gli stessi che non si rendono conto che il partito del loro leaderino non si schioderà dall’1% di gradimento popolare, che gli farà sbattere il viso contro un muro durissimo e che torneranno in preghiera dal buon Silvio non appena Forza Italia a breve ringalluzzirà. A quanto si apprende, il buon Giovannone, è forte in Liguria, dove sta oggettivamente governando benissimo, e in Lombardia, dove alcuni consiglieri di Forza Italia sarebbero trasmigrati in In Crescita (o Cambiamo), il suo nuovo partito, che fa tanto En Marche di Macron; si può ben scrivere che Toti non ha azzeccato il momento giusto per alzare la testa, è stato sfanculato in poco tempo da Salvini, si è attirato l’antipatia di Silvio che però a stretto giro lo perdonerà e non ha fatto centro neanche con il nome del movimento. Giovanni Toti è oggettivamente uno sprovveduto che ha provato a fregare il prossimo e non ci è riuscito, semplicemente perché gli altri sono nettamente più furbi di lui.

Uno che è nato pony, non potrà mai essere un puledro. Uno che ha avuto tutto da Berlusconi, non lo può tradire. Un vero uomo politico combatte e lava i panni, fino alla stregua, a casa propria. Cosa ancor più grave, Toti non è un politico ma uno dei tanti miracolati di Silvio, solo un po’ più fortunato.

Che gli duri, ma i dubbi son davvero tanti.

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Un pensiero riguardo “TOTI, UN GATTO IN TANGENZIALE

  • 16 Settembre 2019 in 15:12
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    sacrosanta verità. Ma perchè il Berlusca si circonda di palesi nullità? Mi sembra sia stato scritto un libro sull’argomento. ma non ricordo titolo e autore.

I commenti sono chiusi