Tempi duri per i dipendenti del comune di Milano. La giunta Pisapia colpisce ancora

La Giunta di Milano ancora una volta si rivela incapace di risolvere i problemi più importanti di Milano e si dedica solo ad attività di tipo ideologico e propagandistico. La vicenda degli uffici di Via Bernina dove ha sede parte dell’Ufficio Tecnico del comune di Milano ne è l’ennesima dimostrazione. La storia è un po’ lunga ma cercheremo di essere brevi, anche per portare in risalto il disagio lavorativo che stanno vivendo i dipendenti del Comune di Milano del settore Tecnico. In seguito alla chiusura degli uffici in Via Pirelli nello storico palazzo dell’Ufficio Tecnico per la presenza di amianto inizialmente si era pensato di trasferire i dipendenti e gli uffici in solo due sedi invece poi sono stati divisi su diverse sedi, esattamente Pirelli 30, Via Bernina, via Edolo, Via Larga, Piazza Monumentale. Già questa divisone su diversi sedi sta creando adesso grossi problemi per la gestione delle pratiche e per un dispendio di risorse.

L’aspetto economico poi lascia molto da pensare infatti in Via Bernina si pagano 3 milioni all’anno per tre anni alla Bnp Paribas, forse per il Sindaco di Milano gli sprechi non sono un problema tanto poi basta tassare commercianti, artigiani e le piccole imprese che ormai a Milano stanno diventando un ricordo. Visto l’aspetto economico passiamo al disagio dei dipendenti che è più importante, soprattutto in Via Bernina. In Via Bernina il primo problema è quello dei parcheggio che esiste solo all’interno ma è utilizzato solo da mega dirigenti e loro amici mentre gli altri si devono arrangiare; teniamo conto che all’esterno dovrebbe essere disponibile un parcheggio con 6000 posti ma questo risulta abbandonato e non si sa se un parcheggio sarà comunque reso disponibile per i dipendenti e i cittadini; forse per il parcheggio abbandonato di 6000 posti il Sindaco Pisapia e l’Assessore Ada Lucia Cesaris stanno pensando di darlo ai rom ! Ma torniamo ai dipendenti e alle condizioni in cui lavorano all’interno dell’edificio di via Bernina: qui la situazione è ancora più grave perché ad esempio l’attesa per gli utenti del Settore Sviluppo del Territorio nel giorno del ricevimento avviene in coda sul marciapiede, un po’ come le code negli uffici nei paesi del Sud Africa. Inoltre il ricevimento del pubblico negli uffici si effettua in sale comuni dove contemporaneamente operano 10/12 tecnici alla presenza di un numero imprecisato di utenti, anche qui come in un mercato di Bagdad, chissà forse anche questo fa parte del processo culturale di integrazione di Pisapia. Via Bernina vede poi la presenza di due edifici che però non sono collegati, quindi bisogna uscire all’esterno e non è prevista neanche una pensilina a copertura quindi nei periodi di pioggia o maltempo diventa un grosso problema per i tecnici e i dipendenti, chissà forse anche questa scelta di Pisapia non è a caso, vuole forgiare i dipenderti del Comune come fanno in Cina.

Se passiamo agli uffici pare sia un incubo, qui ci si trova in totale disagio e nella totale irregolarità normativa che nel caso si fosse trattato di un ufficio privato sarebbe già stato sigillato. Le sale riunioni non hanno i requisiti di permanenza di persone mancando del tutto il ricircolo dell’aria, al massimo possono servire per deposito, carenza di spazi per il ricevimento degli utenti, impossibilità di regolare la temperature di ogni singolo ufficio perché bisogna mettersi d’accordo con minimo 8 persone in quanto tutti i punti di areazione sono singoli e indipendenti, stessa cosa per luci che sono regolate da un unico interruttore all’inizio dei corridoi e accende tutte le luci di tutti gli uffici, le pareti degli uffici sono aperte quindi la privacy è totalmente disattesa, gli arredi non sono a norma e vecchi, le porte dei bagni sono quasi tutte con serrature rotte o precarie, insufficienza di lavabi e non a norma per cui oltre al disagio si creano file per lavarsi le mani, e la cosa più grave è che su tutti i piani risulta incompleta o assente la cartellonistica delle uscite di sicurezza e delle indicazioni di via di fuga quindi non viene rispettata nessuna norma sulla sicurezza.

Probabilmente il sindaco Pisapia con l’assessore Ada Lucia De Cesaris avevano in mente di replicare un tipico laboratorio clandestino cinese con tanto di falce e martello e bisogna riconoscere che ci sono quasi riusciti. Speriamo che l’opposizione in Consiglio Comunale possa seguire questa vicenda perché i dipendenti dell’Ufficio Tecnico stanno vivendo grossi disagi e pur lavorando in queste condizioni stanno cercando di mantenere un dignitoso servizio verso i cittadini. Ricordiamo che l’Ufficio Tecnico di un Comune dovrebbe essere uno dei fiori all’occhiello di qualsiasi amministrazione. Aspettando il 2016 e la fine di questa Giunta “Sociale” nata per sbaglio bisogna ringraziare tutti quei dipendenti che nel frattempo nonostante i disagi continuano a lavorare erogando servizi importantissimi ai cittadini milanesi.

Max Buonocore

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Massimiliano Buonocore

Editore, Direttore Responsabile