Stranieri in Italia: dati e statistiche 2017

Conta 3,7 milioni di cittadini non comunitari in regola il censimento italiano del 2017. In calo rispetto all’anno precedente: erano di 3,9 milioni i permessi di soggiorno censiti nel 2016. Causa della diminuzione possono essere i nuovi sistemi di rilevazione che hanno ripulito gli archivi da una serie di persone che negli anni sono diventate cittadini italiani a tutti gli effetti.

Analizzando il quadro generico degli stranieri non ancora in regola, secondo una nota di Ismu, si raggiunge “oltre ai 5 milioni di extracomunitari residenti al 1° gennaio 2017”. Si può stimare sul territorio nazionale anche la presenza di quasi un milione di italiani ex stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana nell’ultimo decennio, per un totale di “residenti stranieri o con un recente passato con cittadinanza non italiana” che sfiora i 6 milioni.

Percentuale stimata secondo l’Istat di stranieri, o meglio tutti coloro che hanno cittadinanza non italiana aventi dimora abituale in Italia, è dell’8,3% della popolazione residente. La comunità straniera più numerosa è quella proveniente dalla Romania con il 23,2% di tutti gli stranieri presenti sul territorio, seguita dall’Albania (8,9%) e dal Marocco (8,3%). La maggior parte vive nel Nord Italia (48%), seguita dal Meridione, ingresso principale, con il 35,5% e infine il Centro Italia dove ha residenza il 16,6% dei cittadini stranieri.

Seguono altre culture ma in quantità nettamente minore tra cui indiani, bengalesi, pakistani e macedoni mentre manca sorprendentemente nella top ten la Cina che pure conta su oltre 300mila soggiornanti. Non sempre però l’acquisizione del passaporto implica l’intenzione di restare su territorio italiano: su 541mila extracomunitari che hanno ottenuto la cittadinanza dal 2012, 24mila hanno preso poi comunque la residenza all’estero.

Motivi dell’ingresso nella nostra nazione sono per aspirazioni lavorative e per ricongiungimento familiare. Il primo è perlopiù connesso a coloro che giungono dagli Stati Uniti (36,7%) e dall’India (15,7%), con tanto di qualificazione professionale. D’altra parte l’incontro con i propri famigliari è ragione di maggiore rilevanza, che spinge il 45,1% delle persone a entrare nel nostro Paese.

“L’incremento ha riguardato con maggiore rilevanza i giovanissimi – ha sostenuto Istat – bambini e ragazzi con meno di 20 anni rappresentano il 41,2% di coloro che hanno acquisito la cittadinanza italiana nel 2017”. Come rappresentano i grafici infatti la maggioranza dei cittadini non comunitari sono entro la fascia di età under 40, senza una grande distanza tra il genere uomo e donna: il 51% delle acquisizioni di cittadinanza si riferisce al collettivo straniero maschile e il 49% a quello femminile (in numeri assoluti 103mila contro 98mila).

Si possono contare ben 1,3 milioni di famiglie in Italia che hanno almeno un membro straniero: spesso si tratta di componenti singoli, solo nel Nord, dove la presenza di immigrati è più radicata, aumentano i nuclei di coppie con figli.

Sofia Airoldi

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