Sesto San Giovanni, stop alla realizzazione della moschea più grande D’Italia.

Viene ufficialmente archiviato il progetto di costruire “la più grande moschea del Nord Italia” nel comune di Sesto San Giovanni.

Il consiglio comunale ha così deciso – per maggioranza e con solo i voti del Pd contrari – di non concedere più alla comunità islamica il diritto di superficie di via Luini per poter realizzare la costruzione della moschea.

“È un momento importante che archivia definitivamente il progetto di costruzione della più grande moschea del Nord Italia. I gravi inadempimenti del centro islamico locale non si potevano più nascondere. Il dialogo con la comunità islamica resta aperto e intendiamo nelle prossime settimane portare avanti un tavolo interreligioso con tutte le realtà religiose del territorio. Adesso, sempre nel rispetto della legge, individueremo l’eventuale area da destinare a luogo di culto, i limiti di capienza, le dimensioni massime. Questo non significa che in quell’area sorgerà necessariamente una moschea potendo partecipare al bando qualunque ente religioso oltre alla comunità musulmana. Non ci saranno corsie preferenziali per nessuno come invece accaduto in precedenza”.

Con queste parole il primo cittadino di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, sancisce la decisione del comune di non concedere l’area per la realizzazione del progetto della moschea.

I motivi per cui viene presa questa decisione, come traspare dagli atti amministrativi del Comune, derivano dal fatto che ci sono stati degli inadempimenti da parte del Centro Culturale Islamico rispetto agli impegni presi nel corso degli anni 2013 e 2015. La comunità islamica non avrebbe pagato la somma di 320.000 euro – di cui 20.000 euro a saldo del diritto di superficie, 250.000 euro di contributo per le opere aggiuntive e 50.000 euro per la monetizzazione dei parcheggi – oltre ad aver mancato il completamento della procedura di bonifica, a non aver avviato la fase di realizzazione della struttura del Centro Culturale Islamico entro settembre 2016 (come dichiarato dal cronoprogramma) e il mancato rispetto della diffida ad adempiere inviata a luglio.

La risposta del Pd non si fa attendere: “Una pagina triste della storia della nostra città: il diritto di avere un luogo di culto è sancito dalla nostra Costituzione”, unendosi così al Caim, il coordinamento delle comunità islamiche che avrebbe dovuto costruire la moschea.

Il Caim, a sua volta, asserisce tramite il portavoce Omar Jibril: “Tutto questo è assurdo. Quella di Sesto è una comunità virtuosa, ben integrata, che aveva un accordo con la precedente amministrazione, è assurdo che venga cancellato tutto con un colpo di mano per motivi prettamente politici. Adesso il percorso diventerà più tortuoso: faremo ricorso, questo non fa che allungare i tempi per la costruzione, ma l’iter andrà avanti anche perché sono stati fatti già investimenti cospicui”.

Deborah Losapio

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