SE ANCHE CRISTINA D’AVENA È POLITICALLY CORRECT (la satira è satira)

di Stefano Bini

Partirò immediatamente da un punto: non sono politicamente corretto e mi irrita non poco chi lo è. Credo che il politicamente corretto sia uno dei mali della nostra già povera società, crei incomprensioni, falsifichi la realtà, formi degli individui buonisti e talvolta crei odio.

Chi mi sono conosce personalmente o mi segue professionalmente su Libero, in radio o in tv, sa quanto ami gli anni ottanta, novanta e la bella tv che circondava quegli anni; sono cresciuto a pane, Mediaset, Silvio Berlusconi e Cristina D’avena. Tutti i miei debutti, da Il Secolo d’Italia a Panorama, da Il Giornale a Libero, finanche per la rubrica #dimaleinbini, sono stati tutti consacrati da un pezzo su Cristina D’avena e questo gesto mi ha sempre portato non poca fortuna.

Pochi giorni fa, è uscita su tutti i giornali una polemica riguardante una battuta di Carletto dei Gem Boy, che accompagna Cristina in tour, su Vladimiro Guadagno (Vladimir Luxuria): «Vladimir ha invidia di Lady Oscar perché lei aveva la spada più lunga». Poteva finire tutto con una risata, come per le altre battute non meno ironiche che il leader della band fa sia durante i concerti di gruppo che con la D’avena. Com’è giusto che sia, Carletto non si è scusato perchè “la satira è la satira”, oppure è offensiva solo se colpisce personaggi di sinistra? Se qualcuno si è sentito offeso, la D’avena ha fatto bene a scusarsi, anche perchè una gran fetta del suo pubblico è composto da gay, e ad offrire al Sig. Guadagno uno spiritoso duetto sulla canzone di Lady Oscar, ma questa forzatura buonista non me lo sarei mai aspettata da lei. Più umorismo e meno moralizzazione farebbero meglio a tutti!

Ma la macabra e triste domanda è un’altra: per quanto ancora ai concerti, in tv o in qualsiasi avvenimento pubblico dovremo tapparci la bocca per paura di offendere qualcuno, pur parlando in maniera scherzosa e ironica? Cristina è amica dei gay, ma attenzione perchè spesso sono loro stessi a scherzare sull’omosessualità come sulle persone etero, come è giusto che sia in un mondo sempre più triste; se tale battuta ha offeso una trans o Vladimiro Guadagno, Cristina ha chiesto scusa ma la satira non per questo deve essere fermata, anche ai suoi concerti.

Viva Cristina, ma basta con questo estenuante politically correct!

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