Russia: banditi i Testimoni di Geova

Chi pensasse che la repressione religiosa sia solo cosa da stati islamisti, dovrà ricredersi. La Corte Suprema russa, su richiesta del Ministero della Giustizia, ha proibito ai Testimoni di Geova di praticare la loro religione, giustificando la decisione con l’accusa di “estremismo”. Una decisione che ci lascia sconcertati e timorosi per la deriva fascista del regime di Mosca. Una cosa non irrilevante anche per la politica europea se si considerano le simpatie di certa politica nostrana per Vladimir Putin.

I Testimoni di Geova sono senza dubbio antipatici a molti e le loro idee religiose non si possono definire “moderate”, ma questo non significa che sia lecito proibirle. Il paragone poi con gli estremisti è a dir poco ridicolo. Avete mai sentito di attentati o violenze fatte da loro? Di tentativi di colpi di stato organizzati nelle Sale del Regno?

Eppure i russi non hanno esitato a togliere il diritto di riunirsi e di praticare la propria religione ai centosettantacinquemila Testimoni di Geova che risiedono nel loro paese. Quei Testimoni di Geova trovati a riunirsi e pregare rischiano una multa da trecentomila a seicentomila rubli (da cinquemila a diecimila euro circa) e la detenzione da sei a dieci anni. Un provvedimento violento e ingiustificabile verso un movimento che non ha mai dato problemi di ordine pubblico o di sicurezza. Soprattutto considerando che, al contrario di quanto pensano certi estimatori del boiardo russo, contro religioni ben più bellicose come l’Islam non si è fatto altrettanto. Forse perché, in fin dei conti, i Testimoni di Geova non sparano e non commetteranno attentati per vendicare l’affronto. Altri, invece, reagirebbero eccome. Come si suol dire, lupi con gli agnelli e agnelli coi lupi.

La libertà religiosa è un caposaldo della nostra civiltà, un valore e un diritto conquistato col sangue di migliaia di vittime, di “eretici” bruciati sul rogo, di persone massacrate per le loro idee, di morti nelle guerre di religione che hanno infiammato l’Europa per secoli. Questa legge è un passo indietro nella civiltà e un ritorno al medioevo e alle sue ombre. Questa scelta riaccende simbolicamente i roghi di Giordano Bruno, di Jan Huss e di tutti coloro che non hanno esitato a rischiare la vita in nome delle loro idee. Uomini che hanno contribuito col loro sacrificio a creare la nostra società e a donarci quella libertà che, spesso, oggi diamo per scontata. Ma che scontata, evidentemente, non è.

La Russia si conferma sempre più per quel che è: un paese illiberale, fascista, dove le minoranze vengono represse. Prima è toccato alle persone lgbt (delle quali abbiamo recentemente parlato) e ora tocca ai Testimoni di Geova. Chi saranno le prossime vittime del pregiudizio russo? Con quale altra minoranza indifesa se la prenderà il regime di Mosca? Gli ebrei? I rom?

Come si diceva, quel che preoccupa è la simpatia di molti politici europei e italiani per Putin e per il suo regime. Da noi sono diversi i partiti che si dichiarano suoi simpatizzanti: Lega Nord, Movimento 5 Stelle, vari schieramenti di estrema destra. Sarebbe opportuno che costoro prendano le distanze da un provvedimento così grave e così contrario ai valori basilari della nostra società. Dubito fortemente che ciò accadrà. Come non presero posizione sulla legge contro la “propaganda gay” che, anzi, raccolse ampi consensi anche da noi, dimostrando come nemmeno i nostri paesi sono al sicuro dal ritorno di regimi repressivi.

Ecco perché non dobbiamo trattare la decisione russa come qualcosa di lontano che non ci riguarda. Dobbiamo invece far sentire la nostra voce, affinché la nostra diplomazia faccia pressioni sul governo moscovita perché cambi direzione e ripristini i diritti e la libertà delle persone.

Enrico Proserpio

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