Referendum per l’Autonomia regionale: vittoria schiacciante del Sì

Ancor meglio di quanto atteso il risultato finale del referendum consultivo per l’autonomia regionale avvenuto durante la giornata di domenica 22 ottobre.

In Lombardia ben il 95,7% ha cliccato Sì sui tablet, nonostante un affluenza di circa il 39% degli aventi diritto al voto. Sempre oltre a quanto sperato dal governatore lombardo Roberto Maroni, le cui aspettative erano ferme al 34% raggiunto nel 2001 con il referendum costituzionale. “Non vado a Roma da solo, ma con il supporto di 3 milioni cittadini lombardi” – ha affermato Maroni – “porterò con me una squadra di persone che rappresentano la Regione, il mondo delle imprese, delle università, i sindaci. Tratteremo insieme, con maggiore forza. Fra due settimane saremo pronti ad inviare una richiesta formale al presidente Gentiloni”.

Anche il presidente del Veneto Luca Zaia canta vittoria. “Abbiamo fatto la storia” – ha dichiarato, entusiasta del risultato uscito dalle urne – “questo referendum non è una buffonata, né una pagliacciata. Più di 2 milioni di persone si sono recate a votare”. La regione veneta ha infatti superato il quorum stabilito aggiudicandosi un affluenza complessiva del 57%. Ora i nuovi propositi sono quelli di dare il via ad una nuova stagione politica di autonomia: “Ci candidiamo ad essere laboratorio per l’autonomia nel rispetto della Costituzione” – ha annunciato Zaia – “non vogliamo dichiarare guerra al governo centrale, ma applicare le norme presenti nel titolo V della Costituzione. Chiederemo le 23 competenze che vi sono elencate, e soprattutto il federalismo fiscale: i 9/10 delle tasse pagate dai veneti devono rimanere nella regione”.

Le buone intenzioni ci sono tutte, ma da Palazzo Chigi arrivano le prime ammonizioni. “Le materie fiscali, e anche altre, come la sicurezza, non sono e non possono essere materia di trattativa” – ha dichiarato il ministro delle politiche agricole e vicesegretario del Pd Maurizio Martina – “in nessuna eccezione: né con il Veneto, né con la Lombardia e neanche con l’Emilia Romagna che ha avviato un’interlocuzione con il governo senza passare dal referendum”.

La vittoria del Sì al referendum ha ancora battaglie da combattere prima di raggiungere l’autonomia sperata.

Sofia Airoldi

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