Rai, politica e tanti interessi

di Endimion

Dalla sua nascita, la Rai è stata la roccaforte mediatica di qualsiasi Governo; con questo esecutivo, si rasenta la vergogna, l’imbarazzo più becero e la bassezza più inquietante. Al potere ci sono la Lega (Nord) e il Movimento 5 Stelle, altro non poteva risultare; quanta tristezza.

Partiamo da Carlo Freccero, che tutti all’esterno reputano un genio ma che all’interno di Viale Mazzini giudicano uno squilibrato senza controllo; nonostante sia a Rai2 da meno di un anno, sono tanti i flop collezionati e le manovre sbagliate. Prima di tutto, ha cancellato il programma Mezzogiorno in Famiglia, baluardo della rete dall’11% di share, risultati sempre più rari per una generalista; oltre al passo azzardato e fuori luogo, c’è il fatto che Freccero non ha avvisato del mancato rinnovo il cast, gli addetti ai lavori e i vari agenti, cosa che tutti hanno appreso dai giornali. Agli occhi di molti interni, è parso un gesto poco rispettoso e vergognoso; lo è, oggettivamente, a tutti gli effetti. Ha inoltre cancellato programmi e brand content sui quali le strutture, finanche Rai Pubblicità, avevano iniziato a lavorare, spedendoli sulle reti minori. Per non parlare dell’arrivo di Simona Ventura, numero uno dello star system italiano, relegata a fare da voce narrante ad un programma adolescenziale e come conduttrice in un progetto sportivo che nessuno vuole perché già in odore di flop, nonché in combutta con Rai Sport.

Freccero ha un passato da sinistrorso, che magicamente ha tramutato in pentastellato appena quegli ignoranti dei grillini hanno preso un minimo di potere. Già da qui, si capisce la levatura del personaggio, che non fa certo gli interessi della rete ma suoi, viste le scelte editoriali e artistiche. In questa situazione, tutto viene da pensare tranne che abbia costruito il futuro palinsesto non per la rete ma per accontentare il potere di turno o terze persone. La cosa che sbalordisce è che, nonostante tutto, l’ad Fabrizio Salini spinga per farlo restare; speriamo sia un gesto di rispetto per anzianità.

Arriviamo al direttore di Rai1 più inetto degli ultimi 70 anni: Teresa De Santis. Un’ex giornalista del quotidiano comunista Il Manifesto, entrata in Rai con una delle decine d’infornate della sinistra più brutta, relegata prima a televideo e poi alla vicedirezione di Rai1 in quota Fabrizio Del Noce; fare la vice di un pezzo da 90 come Del Noce era molto facile, perché comandava tutto lui, fortunatamente. Ancora la Rai campa di quello! Forse dovremmo dire a Matteo Salvini e a tutta la Lega di leggere gli articoli di una comunista Teresa De Santis, che fino a pochi anni fa sparava a zero su Berlusconi, Fini e Bossi additandoli nelle peggiori maniere; dopo averli letti, chiedersi se vale la pena che una persona così resti incollata ad un’importante direzione di rete quale è Rai1.

La De Santis si è trasformata tempo zero in una leghista dura e pura, fregando pure Salvini, visto che tutti si chiedono dove abbia trovato il coraggio di piazzarla in quella posizione. Vogliamo disquisire delle scelte editoriali e artistiche? Beppe Convertini, che non si vedeva da vent’anni in tv e solo per essere il presunto compagno del grillino Vincenzo Spadafora, si trova a condurre il programma estivo di punta della rete, con un proseguo in autunno\inverno con Linea Verde; è bello e basta, perché non è spigliato, non è naturale, è gobbo dipendente, non ha nessun merito per avere un’importante conduzione, è impacciato, ride sempre per nascondere la non professionalità in conduzione. Avrà altri meriti, ma forse la tv li deve ancora scoprire. Poletti in quota leghista e la Cuccarini convertita dal Veltronismo a Salvinismo ci stanno, da che mondo è mondo i cambi di casacca sono la normalità. Lasciare fuori dai palinsesti Antonella Clerici, vuol dire semplicemente non sapere nulla di tv, marketing e palinsesti; ma è la Rai con a seguito una direttrice che prende ordini dal suo nuovo partito e dalla lobby gay grillina, cosa potevamo aspettarci? Nulla di più. Come per Rai2, strane ombre d’interesse aleggiano su Rai1.

Bravissimo il direttore di Rai3 Stefano Coletta che riesce a districarsi in questo marasma governativo (non sarà omosessuale anche lui?), geniale il piano dell’ad Fabrizio Salini che finalmente toglierà poteri totali ai direttori di rete (buono per questa Rai), Marcello Foa dopo gli sbraiti e le brame di potere iniziali risulta non pervenuto, il Direttore di RadioRai Roberto Sergio da buon democristiano si adagia a tutte le situazioni, il direttore di Rai Gold Roberta Enni rimane una gran signora del prodotto televisivo nonostante sia a capo di una struttura low cost, Rai Ragazzi non pervenuta e amministrata malissimo, il Presidente della Commissione di Vigilanza Alberto Barachini svolge il suo ruolo con equità e basso profilo; probabilmente, quest’ultimo è il pezzo migliore di una Rai allo sbando editoriale, artistico ed economico.

A breve ci saranno nuove elezioni: la De Santis si vede detronizzata di un qualcosa che in poco tempo ha già rovinato e Freccero finalmente dedicherà più tempo alla famiglia, come alle numerose conferenze a cui è invitato dicendo le stesse cose di vent’anni fa.

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Un pensiero riguardo “Rai, politica e tanti interessi

  • 20 Luglio 2019 in 15:31
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    Ottimo. Sono un ex RAI e mi fa soltanto piacere leggere certe cose.

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