RADIO KISS KISS, STORIA DI UN GRANDE AMORE

di Stefano Bini

Quello con Radio Kiss Kiss è un amore che dura almeno da diciassette anni; avevo 15 anni ed ero già un aficionados, quando tutti i miei amici maschi ascoltavano Radio Deejay e le ragazze Radio Subasio.

Gli anni trascorrono tra superiori, Università, le prime grandi esperienze lavorative e vari trasferimenti Milano\Roma\Londra, ma sempre con questa radio alle cuffie o in macchina; la innata simpatia napoletana ha pian piano fatto spazio anche a conduttori del centro e del nord, a programmi settati su un determinato argomento hanno catturato l’interesse di sempre più persone, ed è per questo che Radio Kiss Kiss è volata più di altre negli ascolti, attestandosi saldamente al settimo posto.

L’amore tra me e l’emittente ha sempre avuto un rapporto broadcaster-ascoltatore, ovvero passivo e indiretto, come quasi i tre milioni d’italiani che l’ascoltano ogni giorno; vada per la mia lunga esperienza radiofonica nelle radio locali, in importanti giornali nazionali e in emittenti tv come Rai, Mediaset e Warner Bros UK, la faccia tosta di propormi con passione e professionalità non mi è mai mancata. Più che faccia tosta, lo chiamerei amore per il mestiere!

Tanti pensano che arrivare in radio e tv importanti sia l’apice del bien vivre; spesso, queste stesse persone spariscono dopo pochi mesi, proprio perché entrambi i mezzi richiedono preparazione, esperienza, improvvisazione, creatività, fantasia e il reinventarsi continuamente. In sintesi, questo lavoro è fatto per pochi, ci devi nascere o sviluppare nel tempo una brillantezza tale da essere sempre sul pezzo; quando sei in diretta, il microfono ha bisogno di vibrare e l’ascoltatore pretende da te simpatia, interesse ed estro. Nonostante i miei 33 anni, ma 16 di lunga e dura gavetta, grazie a “grandi” maestri che hanno creduto in me, ho visto passare tanti improvvisatori arrivisti con zero amore per questo lavoro; e se non hai questo e una forte passione, è giusto che tali persone si riciclino a fare altri mestieri, non sfonderanno mai perché l’ascoltatore non è stupido.

Ma torniamo al succo della questione. A fine 2018, dopo costruttive chiamate intercorse tra l’editore di Radio Kiss Antonio Niespolo e un costruttivo incontro a Napoli con il Direttore Antonio Irace, quest’ultimo mi accorda un provino nella sede di Milano; le prove non finiscono qui, visto che vengo nuovamente chiamato nelle sede principale di Napoli per due importanti provini, uno d’improvvisazione e uno basato su un mio progetto. Presumo che la cosa sia piaciuta visto che, sempre il buon Irace, mi chiede di registrargli un’ulteriore prova, sempre basandomi su una mia idea. L’idea è sempre quella di alleare radio e tv, in maniera pop, diversa e smart.

Tra l’altro, il primo ed emozionante provino napoletano ha coinciso con la mia primissima uscita sul quotidiano Libero; ricordo ancora che si trattava di un pezzo su Cristina D’avena, il quale alle 9 di mattina era già su Dagospia. Con l’adrenalina e l’emozione di aver fatto il primo dei due provini nella radio dove ho sempre sognato di lavorare, restai tutto il giorno al telefono tra i complimenti del Direttore Vittorio Feltri, del caporedattore, dell’entourage di Cristina D’avena, della stessa cantante e di tanti colleghi. Tutto questo, mi dette una sicurezza tale che il giorno dopo, al secondo provino, andai più carico ed entusiasta che mai… Che figata!

Al di là di aver conosciuto speakers come Stefano Piccirillo (un mito, al quale nel corso degli anni ho fatto anche molte interviste e ha rischiato di essere mio ospite in una trasmissione che conducevo su Rai Italia) e Max Poli (un uomo fatto di umiltà e generosità allo stato puro), d’avere un bello un progetto molto importante con la Rai, la voglia di lavorare in Kiss Kiss non si è assopita e non lo farà mai; negli scorsi giorni, ho avuto modo di parlare con Antonio Niespolo, proprio all’indomani dell’uscita dei dati TER: colloquio cordiale, breve ma intenso come chi nella vita non ha un secondo da perdere, ma trova qualche minuto da dedicarti se capisce che dall’altra parte non c’è il solito improvvisatore arrivista.

Ecco, questi sono piccoli ma significativi gesti che ti fanno pensare e sperare che, probabilmente, hai fatto breccia nel cuore di un numero uno della radio italiana. A quando una chiamata definita per una collaborazione? Chi lo sa!

Intanto, Viva Kiss Kiss!

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