QUANDO DA PICCOLO MI SVEGLIAVO CON I CARTONI ANIMATI DI Ciao Ciao Mattina

di Stefano Bini

Per motivi lavorativi, stamane mi sono svegliato verso le 6:30. Dopo aver preso il caffelatte, ho acceso Italia1 e guardato Papà Gambalunga e Heidi; da buon creativo e autore tv, sono poi andato a guardare i dati auditel dei due cartoni che, nonostante gli anni, sfondano il muro del 3% di share.

Al che, mi hanno assalito valanghe di ricordi indelebili di quando, da piccolo, la prima cosa che facevo con la tazza di latte davanti era sintonizzarmi su Italia1 e guardarmi per un’ora di cartoni di Ciao Ciao Mattina; questo implicava far ritardo a scuola e far fare mio padre o madre la stessa sorta. Le urla che ho preso da mia mamma e le note per il ritardo prese alle elementari e medie, Dio solo lo sa!

In tutti i casi, erano tempi spensierati, di massima attenzione ai ragazzi da parte della tv, dove se ti perdevi un episodio era un dramma e restavi in fissa per ore aspettando leggessero la tua lettera, che sistematicamente i conduttori dei contenitori non leggevano mai. Tutto era bello perché ingenuo; la mattina ti svegliavi con la voglia di vedere i cartoni di Ciao Ciao Mattina, tornavi a casa agognando di vedere Bim Bum Bam dopo otto ore di scuola. Il bello dei piccoli è sempre stato accontentarsi di poco e, ormai 35enne da ieri, ogni tanto il mio lato fanciullesco riemerge prepotentemente.

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