Profughi importati dai gay: storia di un delirio

L’omofobia e l’imbecillità non sono monopolio italiano. La notizia giunge questa volta dalla Russia, paese notoriamente omofobo. Il governo, guidato da Putin, ha infatti introdotto, ormai da anni, una legge che proibisce la “propaganda omosessuale” ovvero qualunque accenno in pubblico all’argomento dei diritti glbt, compreso qualunque atteggiamento pubblico che possa risultare di stampo omosessuale. Insomma, se due ragazzi si tengono per mano rischiano la galera. Da quando la legge è stata introdotta, molti estremisti di destra si sono sentiti autorizzati a darsi alla violenza contro le persone glbt. Molti ragazzi e uomini gay sono stati adescati via internet da fascisti che si fingevano interessati a conoscerli. Diverse persone sono cascate nella trappola e sono finite nelle mani di questi violenti che li hanno picchiati, violentati, umiliati, per poi diffondere le fotografie, sempre via internet. Non basta infatti picchiare e violentare una persona. Bisogna anche umiliarla e isolarla a livello sociale. Diverse delle vittime si sono suicidate a causa dell’emarginazione derivante dalla denuncia pubblica della loro omosessualità. Inutile dire che la polizia russa non ha fatto praticamente nulla contro i carnefici.

Nel carnevale omofobico russo potevano forse mancare i giornalisti? Certo che no! E così la stampa russa si prodiga spesso a gettare fango sulle persone glbt, a descrivere omosessuali e transessuali come mostri corrotti che complottano per distruggere la società civile o magari l’umanità intera. L’ultima in ordine di tempo è la dichiarazione tratta dal diario di Galina Ivanova, una russa residente a Monaco, pubblicato dalla Komsomolskaya Pravda, uno dei giornali più venduti in Russia. Secondo l’“illuminata” signora, l’ondata migratoria che l’Europa sta subendo in questo periodo sarebbe tutta opera della “omodittatura europea”. Le “lobby gay” che secondo lei sarebbero al potere in Europa, starebbero importando africani che “notoriamente piacciono ai gay”. L’autrice fa poi notare, maliziosamente, come la maggior parte dei profughi sia composta da giovani.

Che gran parte dei migranti siano giovani non stupisce. Il viaggio verso l’Europa è difficile e molto faticoso. Sopportare una traversata in mare, magari dopo un lungo cammino o un tragitto faticoso nel deserto, non è certo cosa da anziani. Le cose vanno forse anche peggio per coloro che giungono via terra. Costoro viaggiano nei camion, rannicchiati in un doppio fondo o stipati insieme alle merci. Consiglio a tutti, a tal proposito, la lettura del libro-intervista “Nel mare ci sono i coccodrilli”, nel quale Enaiatollah Akbari, giovane immigrato afgano, racconta la sua odissea al giornalista Fabio Geda.

L’odio verso le persone glbt sembra essere il nuovo sport internazionale. In tutta Europa serpeggia un filone omo-transfobico che vorrebbe attribuire al movimento glbt qualunque problema, dalla crisi all’immigrazione. Non è una novità. C’è sempre un nemico comune su cui gli odiatori di professione scaricano tutte le colpe e tutto l’odio. In passato furono gli ebrei, le “streghe”, gli eretici… Oggi sono le persone glbt. E poco importa se il complotto non abbia nessuna prova o sia del tutto illogico. Queste idee fanno presa, soprattutto su persone già spaventate dalla situazione difficile che l’Europa sta vivendo. Quando non si hanno prospettive si finisce spesso a scaricare la propria rabbia e la propria frustrazione su un capro espiatorio qualunque. E a farne le spese sono sempre le minoranze.

Le teorie complottiste anti-glbt hanno particolare presa in alcuni paesi, come la Russia e l’Italia. In entrambi i paesi, pur in grado diverso, l’omofobia è appoggiata dal potere. In Russia, come dicevamo, esiste addirittura una legge per mettere a tacere le istanze glbt. Del resto il complottismo fa sempre comodo a chi deve nascondere le proprie vergogne. Putin non è certo uno stinco di santo. I giornalisti che si sono permessi, negli anni scorsi, di mettersi contro di lui denunciandone la corruzione e le malefatte sono stati messi a tacere, anche uccidendoli. Basti ricordare il caso di Anna Stepanovna Politkovskaja. E trovare un nemico pubblico a cui attribuire le colpe fa sempre comodo. Una tendenza che anche da noi è assai diffusa. Sono molti i politici che preferiscono farsi propaganda alle spese di una minoranza debole piuttosto che lavorare e proporre soluzioni razionali e funzionali ai problemi. Non è un caso se Putin è da molti ammirato e osannato, come fosse un grande statista e non un boiardo corrotto che pensa solo al proprio potere e al proprio interesse.

Anche notizie assurde, come quella data dalla Ivanova, sono potenzialmente pericolose. Ricordiamoci che circa un secolo fa i “Protocolli dei savi anziani di Sion”, un documento sul “complotto ebraico”, provocarono un’ondata di odio verso gli ebrei che rese facile a Hitler l’ascesa.

Paura e insicurezza portano a credere a tutto, anche ad assurdità completamente infondate come il presunto potere delle “lobby gay”. E se si crede che i gay cospirino, ci si sente anche in obbligo e in diritto di combatterli e reprimerli in ogni modo. E a subirne le conseguenze (discriminazione, violenza, aggressioni…) sono persone indifese e senza colpa.

Personalmente non sono certo dell’impossibilità dell’insorgere, da noi, di una nuova dittatura di stampo fascista, tanto più che sempre più persone in Italia sembrano auspicarsi che succeda. E se dovesse succedere che fine faranno le persone appartenenti alle minoranze? La speranza è che a questa domanda non giunga mai risposta.

Enrico Proserpio

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