Prima del voto, pensando al futuro dei moderati

A parte il governo delle singole regioni, la vera posta politica in palio, in questa tornata elettorale, sono i rapporti di forza interni al possibile schieramento che contenderà al PD il governo del paese alle prossime elezioni politiche.

Ha ragione Renzi quando dice che anche un misero 4-3 a suo favore è quanto basta a non porre in discussione il quadro politico generale.

Ha ragione per il semplice motivo che ha a che fare con la più imbelle e ricattabile classe politico-parlamentare che la storia repubblicana ricordi.

Sarà quindi più determinante ed interessante in queste elezioni, per il futuro della cosiddetta area di centro-destra o post centro-destra, constatare i reali rapporti di forza tra la Lega e Forza Italia.

Più la Lega, aldilà della vittoria in Veneto, si attesterà vicina al 20% dei consensi su scala nazionale, più Salvini potrà rivendicare il ruolo di leader indiscusso della probabile coalizione anti-Renzi.

Più Forza Italia scenderà sotto il 10% dei consensi, più lo scenario così immaginato renderà probabile una uscita definitiva di scena di Silvio Berlusconi come leader del centrodestra; diamo come riferimento di massima la percentuale del 5% come linea sotto la quale un mesto ritiro dalla scena politica potrebbe essere la scelta più adatta. Ma siamo sicuri che andrà così?

I danni del Patto del Nazareno con una Forza Italia sotto il 5% starebbero a significare il loro carattere irreversibile e la reale fine del suo storico leader.

Con una Lega tra il 15 ed il 20% ed una Forza Italia intorno al 5% potrebbe essere tardiva anche la discesa in campo di Marina Berlusconi, la quale, qualora fosse questo lo scenario, sarebbe saggio che aspettasse l’ennesimo fallimento di qualcun altro, prima di provare a cimentarsi nell’impresa di raccogliere l’eredità, anche politica, del padre (sempre che ne abbia realmente l’intenzione e sempre che il padre lo voglia davvero), ma evidentemente Silvio Berlusconi confida in una tenuta del suo partito, almeno sul 10% dei consensi e non possiamo dire che le sue aspettative, di solito, siano fuori dalla realtà quando si parla di elezioni.

Staremo a vedere, in questa lotta tra giganti, chi riuscirà a strappare la migliore posizione di equilibrio o di forza nella fase politica che si aprirà subito dopo il 31 maggio prossimo.

In questa principale bagarre per la supremazia del centro-destra elettorale, non mancano nemmeno i piccoli comprimari, quelli che cercano cioè di approfittare della situazione per rilanciarsi politicamente.

Esiste anche un anti-berlusconismo di questo tipo, del quale Fini ed i suoi ex-colonnelli che aderirono a Futuro e Libertà sono gli epigoni. La loro pregiudiziale berlusconiana è tutta derivata dall’impossibilità di rientrare in gioco fintanto che il vecchio leader stia in politica.

Credono illusoriamente che fatto fuori lui si aprano per loro chissà quali spazi di agibilità politica, come se fosse per la fatwa dell’ex-Cavaliere che chiunque farebbe fatica a votarli.

Quanto si sbagliano.

Ma anche in campo leghista questa ‘sindrome dell’anatema’ del capo fa i suoi sparuti proseliti, da Tosi ed i suoi fac simile a Milano, il passo è veramente breve.

Mezze figure, addirittura, non edotte abbastanza, evidentemente, dalla fine del primo, vogliono rifondare il centro-destra su nuove basi con qualche transfugo dell’NCD in cerca di rivalsa personale (sic).

A volte si rimarca la statura politica di alcuni ricorrendo all’appellativo di giganti, spesso lo si fa solo in rapporto a quella di chi gli sta intorno, di fronte o ai margini che è veramente poca cosa.

Ma il male più profondo se lo fanno tutti coloro (pochi per fortuna) che danno anche un solo barlume di credito a questi personaggi adatti solo per operazioni elettorali di piccolo cabotaggio che, se Silvio Berlusconi fosse davvero finito, continuano a dire le stesse cose e a fare le stesse promesse, ma ben peggio e con ancora meno credibilità di colui che immaginano di poter sostituire.

Max Buonocore

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Massimiliano Buonocore

Editore, Direttore Responsabile