Pokè: dalle Hawaii il re del food delivery

di Sara Matteucci

Il concetto di commensalità, del condividere seduti a tavola del buon cibo, tratto distintivo di noi italiani nel mondo, oggi viene spesso sostituito da pasti fugaci in solitaria e cibo d’asporto. I dati dell’Osservatorio Annuale del mercato dell’On line Food Delivery riportano una crescita tra il 20 e il 25% rispetto al 2019. “Secondo un sondaggio che abbiamo condotto durante i mesi di lockdown, il food delivery è risultato essere un servizio essenziale per il 90% degli intervistati” afferma Daniele Contini, Country Manager di Just Eat in Italia.

Tra le novità dell’Osservatorio, una sezione dedicata all’analisi delle “10 cucine in crescita” vede al primo posto il pokè bowl, direttamente dalla West Coast degli Stati Uniti, dove a partire dal 2007 divenne tra i primi “fast food salutari”.

Nasce come piatto povero della cucina hawaiana, a base di riso, pesce crudo, frutta, verdura e semi. Il termine pokè nella lingua hawaiiana indica il taglio del pesce a cubetti che conosce tante varianti di condimenti e abbinamenti, motivo per cui oggi le pokerie si scelgono a proprio gusto le combinazioni di ingredienti con la formula del build-your-own-bowl, ovvero crea una personale poke salad. Un piatto unico ricco di tutti i nutrienti necessari per l’organismo: carboidrati, proteine, vitamine e sali minerali. Un pasto ben bilanciato che negli anni ha subito l’influenza della cucina giapponese e asiatica.

Ogni pokè bowl può godere di un vasto assortimento di ingredienti a seconda delle specifiche esigenze alimentari. Dalla versione vegan, gluten free alla variante proteica o light. Insomma, ce n’è per tutti i gusti!

Sarà forse questo l’ingrediente per il successo? Una risposta all’ancestrale paradigma del cibo desiderio – piacere – gusto combinata con i fattori chiave della nostra epoca: scelta e tempestività. Oggi il fenomeno registra cifre da capogiro: Delivero riporta un +162%, mentre Glovo +245%.
Milano, fra tutte le città Italiane, è la più “pokè addicted”, la ciotola colorata si sposa bene con i ritmi frenetici del capoluogo lombardo.

Uber Eats individua il pokè al primo posto tra i Food Trend 2020 per quanto riguarda il delivery. Al secondo posto troviamo la pizza e al terzo la cucina naturale, a conferma dell’ormai diffusa attenzione al consumo di cibi salutari, che facciano bene sia al pianeta che all’organismo. Una vera e propria “pokè mania” pronta a reinterpretare il nostro rapporto con il sapore.

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Un pensiero riguardo “Pokè: dalle Hawaii il re del food delivery

  • 19 Novembre 2020 in 23:35
    Permalink

    Finalmente attraverso L
    Articolo di Sarà Matteucci Abbiamo
    Compreso
    le origini della Poke
    Complimenti Sarà Matteucci

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