PIÙ PROFONDA È LA CRISI, PIÙ FORTE SARÀ LA RIPRESA

di Veronica Graf

In poche settimane è cambiato tutto, causa l’emergenza COVID-19. 

Con l’inizio di una crisi su tutti i fronti, dobbiamo purtroppo includere sipari raccapriccianti anche sul fronte finanziario ed economico. 

A cominciare dagli ospedali che hanno bisogno di denaro spendibile immediatamente, per gli strumenti che necessitano i malati in terapia intensiva. Riguardo questo tema, vorrei cogliere l’occasione per ringraziare alcuni tra i più tempestivi donatori come Doris, presidente di Mediolanum per gli ospedali del Veneto e Silvio Berlusconi per quelli di Milano.

In economia la velocità di intervento è determinante.

Purtroppo il motivo del “ritardo” in cui si è mosso il governo italiano è dato dal fatto che per un Paese prendere provvedimenti così restrittivi, quando l’opinione pubblica è troppo lontana dal percepire il pericolo, è molto complicato, e soprattutto è troppo difficile per l’Italia riuscire ad essere stringente come la Cina.

Ma per salvare il lavoro, bisogna salvare le imprese che danno lavoro. Se no ci ritroveremo tutti disoccupati.

Inizierà una crisi nella quale il calo del Pil sarà più forte, ma sarà più breve delle ultime crisi vissute. Il motivo è che questa volta le aziende, le fabbriche ed i centri produttivi sono stati chiusi per motivi di sanità pubblica e non perché andassero male, così quando ci sarà una ripresa potremo risalire velocemente dal baratro come la Cina dove la produzione era scesa del 20% ed ora che stanno riaprendo le fabbriche, la produzione è già tornata all’80%. 

Questa politica di chiusura avrà effetto e avremo sempre meno casi nuovi così che lentamente potremo tornare alla normalità, trovando oltretutto un vaccino per cui ora è in atto una corsa in tutto il mondo ed è anche quest’ultima una scommessa in termini di business. 

Quando usciremo da questo incubo sarà un po’ come dopo la Seconda Guerra Mondiale, si apprezzerà di più la vita e la voglia di comprare, quindi “di far girare l’economia”.

C’è inoltre un altro aspetto positivo, ovvero che non c’è inflazione visto il costo dell’energia sempre più basso così che gli Stati possano espandere le loro spese sapendo che non creeranno inflazione incontrollabile.

Per quanto riguarda le banche italiane, sono molto solide nonostante ora siano fisicamente quasi chiuse, ricevono solo per appuntamento e risolvono tutto al telefono e via Internet. Le banche possono anche aiutare le imprese siccome queste ultime non hanno ricavi ma solo costi come le scadenze fiscali, e sarebbe giusto, a mio parere, che il governo decida di “regolare i conti” in autunno e non prima. Visto che siamo in una situazione che si è modificata, di emergenza, le regole che la BCE aveva imposto, pur essendo coerenti fino un paio di settimane fa, oggi vanno cambiate.

Per quanto riguarda la Borsa, è crollata enormemente a causa del fatto che i valori delle aziende scendono così da diventare più appetibili da parte dei concorrenti o di investitori istituzionali. Ad un certo punto i cali, però, si fermeranno e molto dipende dalla velocità del calo. Bisogna ricordare che le azioni sono beni reali che hanno un valore in sé che poi, quando l’economia riprende, tornano a esprimersi.

Secondo alcune indiscrezioni delle ultime ore, la Banca Centrale Europea sarebbe in particolare disponibile ad attivare il piano anti-spread Omt (Outright Monetary Transactions) per l’acquisto di Titoli di Stato a breve termine per sostenere l’economia dei Paesi dell’Eurozona, colpiti dall’emergenza Coronavirus.

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