PISAPIA SPARA SU RENZI. Ed il PD si prepara alla resa… dei conti?

Uno spettro su aggira per Palazzo Marino. E’ arancione. E’ comunista. Si vergogna di esserlo. E’ sostanzialmente l’ombra dell’ego di Pisapia. Ad un anno e mezzo dalle elezioni il Sindaco pare rendersi conto che per la sua giunta ideologica e farfallona nell’Universo Renziano. Il suo primo problema, infatti, non è farsi rieleggere, ma ricandidare, Ricandidare da un partito che non ha nulla in comune con quello di tre anni fa, senza più i complessi Bersaniani del Giaguaro e senza più la voglia di compromettersi a sinistra. Un partito forte ed agguerrito, oserei persino dire competitivo.

Oserei. Ma se osassi farei una pessima figura. Il segretario Milanese del Pd, Pietro Bussolati, non pare molto sul pezzo. Mentre il Sindaco dichiara di trovarsi d’accordo con De Bortoli nel giudizio negativo su Renzi, il segretario cittadino democratico è spiazzato. Colto letteralmente alla sprovvista. Non si sa, onestamente, cosa lo sorprenda di più: Pisapia che spara sul suo partito o il suo partito che, per la prima volta, lo vorrebbe veder reagire. Si coglie il momento drammatico solo se si confronta oggi con ieri. Me lo vedo Bersani che chiama Giuliano l’Arancione per negoziare la ritrattazione. Così come mi vedo Renzi a chiamare Bussolati per negoziare la dipartita del caro Sindaco.

Questo è il renzismo. Sostituire la resa sistematica con la resa dei conti. Abbattere il nemico con spietata efficienza e determinazione, senza lasciare sopravvissuti a testimoniare gloriose resistenze. Passare a fil di spada ogni opposizione. Un sistema di fare politica che la sinistra inorridita proclama di destra ed un destra realista dovrebbe dichiarare il proprio sogno bagnato. Qui, però, si rompe il giochino. Renzi non ha un proconsole a Milano. Ha un uomo stupito che guarda un mondo che non capisce più. L’unico che pare vagamente conscio di cosa stia per succedere è Roberto Caputo, socialista, in quota Pd che si aspetta la resa dei conti.

Già, perchè il PDRenzi ha come caratteristica fondante di non temere le urne, da cui spera di far uscire conigli magici in abbondanza. Così lo spettro che si aggira per palazzo Marino dovrà sbrigarsi a possedere un corpo. Il Coniglio Mannaro di Firenze sta per mettersi in caccia. E pare affamato.

Luca Rampazzo

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