PIERO CHIAMBRETTI, TIKI TAKA OLTRE TUTTO

di Stefano Bini

Non dimenticherò mai l’incontro dell’anno scorso in quel degli uffici Mediaset a Cologno (a me piace ancora chiamarla Cinelandia); c’erano i tuoi autori (tra cui la mia amica Paola Antolini), il tuo manager Aldo Marangoni con il quale ci conosciamo da una vita, il produttore Roberto Ebale che è stata anche la prima persona che ho conosciuto in azienda nel lontano 2012 e tanti collaboratori, tra cui il mitico Pierfrancesco di Stolfo. Insomma, mi sentivo in agio, l’emozione era tanta ma della paura nessuna traccia.

Mi chiedesti di parlare delle esperienze avute in tv, mi mettesti in difficoltà non riuscendoci (ricordo che ti risposi che, avendo passato un cancro a 22 anni, non mi spaventava più niente), mi dicesti che ero “forte” e “un gran personaggio” e mi domandasti il perché non avessi scelto Marangoni come agente al posto di Capecchi; fu un incontro esilarante, piacevole, costruttivo in quanto ho potuto toccare con mano la tua maliziosa verve.

Ricominci dopo un periodo difficile, e lo fai con un programma fuori dai tuoi canoni ma allo stesso tempo nelle tue corde; di solito, la passione porta lontano e la tua perseveranza calcistica ne è la dimostrazione. In bocca al lupo, in culo alla balena, buona fortuna, ti auguro il meglio in tutte le “frasi fatte” possibili, perché non sono scaramantico. Ti meriti di ripartire.

Qualche settimana fa, ho chiesto a te, ad Aldo, alle maestranze Mediaset di essere ospite del tuo salotto calcistico in quanto “ragazzo che non sa niente di calcio”, poiché sono sicuro che i nostri siparietti sarebbero più esilaranti del calcio dei prossimi mesi.

Ti voglio bene e daje tutta.

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