PD e islamisti: un legame pericoloso

Tornano a far discutere i rapporti tra il PD e gli islamisti. Il Partito Democratico ha da tempo rapporti con gli ambienti dell’Islam politico e dei Fratelli Musulmani, nota associazione integralista. Ricordiamo che a Milano è stata eletta con la lista di Beppe Sala una rappresentante di queste associazioni: Sumaya Abdel Qader.

Maryan Ismail.

Si intenda, chi scrive crede sia importante che i partiti politici dialoghino e interagiscano con le comunità degli immigrati e non intende certo attaccare qualunque dialogo e qualunque contatto all’insegna di un qualche slogan qualunquista alla Salvini. C’è però modo e modo per dialogare con le varie parti e ognuno può e deve scegliere con quali parti dialogare. Il PD aveva la possibilità, alle ultime elezioni, di candidare un’attivista di origine somala, laica e democratica, Maryan Ismail, ma ha preferito candidare la Abdel Qader. Certo, la seconda ha preso più voti alle primarie locali, cosa non difficile per chi ha dietro le organizzazioni islamiste, ben finanziate e organizzate. Ma siamo sicuri che basti questo per porre fine a ogni critica? A questo punto se un fascista di Forza Nuova si candidasse alle primarie del PD e vincesse grazie ai voti dei suoi camerati, il PD lo porterebbe al potere? O forse bisognerebbe selezionare prima i candidati sulla base dei valori di cui sono portatori? Perché, cari i miei signori del PD, portando in comune Sumaya Abdel Qader avete dato potere alla parte peggiore della comunità islamica. I membri delle comunità straniere si rivolgono ai loro rappresentanti per interloquire con le istituzioni, cosa che rende la scelta di un candidato di origine straniera particolarmente delicata. E rafforzare i Fratelli Musulmani e i loro rappresentanti è quanto di più stupido si possa fare.

E veniamo ai fatti recenti. Invece di farsi un esame di coscienza e cercar di capire l’errore che stanno facendo, i piddini hanno preferito denunciare Maryan Ismail e Matteo Forte perché si sono permessi di far notare i rapporti del PD con gli integralisti. Insomma a questi “democratici” non va proprio giù che qualcuno possa criticarli.

Qualcuno dovrebbe forse spiegare ai membri del PD chi sono i Fratelli Musulmani. Soprattutto dovrebbe far loro capire che non si tratta di “moderati” e “democratici”, ma di islamisti violenti, razzisti, maschilisti e omofobi. Quelli che in Italia giocano a fare i moderati e si dicono rispettosi degli altri, in altri paesi sottomettono le donne imponendo loro il niqab o costringendole a sposare uomini che non vogliono (perfino il loro stupratore), uccidono gli omosessuali, infibulano le loro figlie, ammazzano chi non condivide la loro idea malata di religione. Il PD oggi sta facendo lo stesso errore che fece l’Inghilterra nella prima metà del secolo nominando al-Ḥusaynī muftī di Gerusalemme (ne abbiamo parlato nella recensione del libro “La mezzaluna e la svastica“). Quello stesso al-Ḥusaynī che aiutò Hitler nello sterminio degli ebrei e che fu determinante proprio nella formazione dell’ideologia dei Fratelli Musulmani. Se gli inglesi non avessero fatto quel tragico errore, oggi forse i Fratelli Musulmani non sarebbero che un piccolo gruppo di bigotti e non un movimento così diffuso e violento e forse non ci sarebbe tutto il terrorismo di matrice jihadista. Si rendano conto i piddini che dando voce e potere a costoro, stanno appoggiando, di fatto, dei neonazisti in salsa islamica. E il PD ora sta facendo la stessa cosa, dando potere e spazio a queste persone intolleranti, antidemocratiche, razziste (lo sterminio degli ebrei è ancora uno degli scopi dei Fratelli Musulmani), forse nell’illusione di poterli controllare e tenere a bada. Peccato che la storia dimostri che ogni volta che si portano i lupi al potere, si finisce con l’essere morsi.

Concludendo, spero che il PD (e tutte le altre forze politiche) la smetta di dialogare con gli estremisti e dia invece spazio a quei rappresentanti delle comunità straniere veramente moderati, laici e democratici. Perché i violenti come i Fratelli Musulmani vanno isolati e limitati, non certo coccolati e portati al potere.

Enrico Proserpio

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