PAOLA PEREGO, SIGNORA IN TV E MAI PERSONAGGIO

di Stefano Bini

Quando i giornalisti, i finti blogger e i pennivendoli scrivono di Paola Perego, lo fanno spesso accusandola di fare solo una certa tv, di lavorare grazie al marito, d’imporsi troppo nei programmi che presenta, di essere falsa in conduzione. Purtroppo quando una donna è bella e brava, alla pari, sul lavoro, è spesso appellata in questo modo; sono sicuro che Paola se ne sarà fatta una ragione, dopo trent’anni di tv! Partiamo da un presupposto: nell’era di internet, ognuno può scrivere ciò che vuole, a maggior ragione se non conosce una persona e può fantasticare su ciò che è o può essere.

Dietro a Paola (la chiamo per nome perché la conosco, avendoci lavorato per un breve periodo come autore a Parliamone Sabato, su Rai1), c’è una storia televisiva invidiabile. La mia generazione, se la ricorda soprattutto per Mattina in Famiglia, Forum, Buona Domenica, La Talpa; ricordo ancora quando, da bambino, passavo alcune settimane in montagna e la mattina mi svegliavo con il camino acceso e la Perego in tv. Subito prima, o subito dopo, non ricordo, mettevo su Italia1 perché c’erano i cartoni animati di Ciao Ciao Mattina.

Cresco e nei giorni di febbre in cui saltavo la scuola, Paola conduceva Forum; rimanevo sbalordito da certe cause, ero adolescente e di una curiosità impressionante. Divoravo litri di latte e decine di biscotti davanti a quei casi umani! Poi ancora la domenica pomeriggio e il reality La Talpa che, sulla scia dell’Isola e del Grande Fratello, guardavo con divertimento e guarderei ancora con lo stesso accanimento.

Non entrando nel merito del programma Parliamo Sabato, dove avevamo un traino del 7% e l’ultimo blocco che curavo io all’esordio toccò il 18%, ho avuto modo di lavorare con Paola proprio in quell’occasione; conobbi dei dirigenti non poco complicati, dei collaboratori spassosissimi, dei giornalisti in gamba, ma soprattutto una vera signora della tv; grande dentro, immensa fuori. Tra riunioni, ospiti in bilico, incazzature di Lucio (per colpa della Rai), scalette cambiate all’ultimo, riuscimmo a confezionare una prima puntata con i fiocchi, nel mood del pomeriggio di Rai1, con una parte leggera molto interessante e ricca di ospiti.

Venivo dall’autoraggio e della conduzione di 70 puntate di Community, il programma di punta di Rai Italia; a pochi mesi di distanza, mi trovai ad autorare il programma di Rai1 con un numero uno della nostra televisione. Il feeling tra me e Paola, come con tutta la squadra, fu subito eccellente; io ero entusiasta di lavorare ad un progetto per la prima rete, presumibilmente lei era curiosa di lavorare con un ragazzo di 30 anni con importanti esperienze in Mediaset, Warner, Rai e in testate cartacee rilevanti. Conobbi una Paola sorridente, disponibile, entusiasta e propositiva anche in momenti critici, che sapeva risollevare la squadra anche dopo il quarto cambio di scaletta di due giorni. Chi fa il nostro lavoro, dietro e davanti alla telecamera, sa quanto i tempi organizzativi siano fondamenti per la riuscita di un prodotto.

Ciò che spero per Paola è che ritrovi presto una collocazione adeguata al suo modo di fare televisione, che non è solo reality e trash, ma alta e familiare. Magari di nuovo insieme, più consapevoli e più maturi delle nostre competenze reciproche. Non ho alcun dubbio che accadrà!

A presto, mon amie!

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