Panorama. Il “modello Lombardia” che accompagna i giovani a lavorare

Il menù quotidiano: le notizie servite per te.

Alla fiera della formazione di Milano, pubblico e privato coinvolti con i centri pubblici nel formare i giovani e avviarli alle più diverse professioni.

Sergio Luciano – 

C’è un’isola felice e non è un’isola, è anzi una terra aperta e accessibile, che traina l’economia e il lavoro del Paese e sarebbe solo lieta di essere più imitata dalle altre regioni: è la Lombardia, e non è per vanagloria ma per progettualità costruttiva che ha portato le sue eccellenze formative nella grande vetrina di Expo Training – alla Fiera di Milano nei giorni scorsi.

Sono eccellenze fatte da uomini e donne che lavorano, che danno lavoro e insegnano a lavorare, sfruttando le risorse economiche europee che Regione Lombardia coordina, amministra e integra meglio di tutte le altre amministrazioni regionali in Italia, eccellenze da conoscere per poterle imitare, e magari superare.

Il mercato del lavoro in Lombardia – come ha ricordato Gianni Bocchieri, direttore generale dell’Assessorato all’istruzione, formazione e lavoro della Regione Lombardia – ha raggiunto e superato i livelli precrisi, in tutta la regione ha ripreso a pulsare un tessuto produttivo importante, il 10% del Pil nazionale nasce nella sola area metropolitana di Milano.

Opportunità occupazionali per oltre 165 mila cittadini

“Abbiamo consentito finora a ben 165.172 cittadini di avere accesso a servizi personalizzati, finalizzati all’inserimento nel mercato del lavoro”, ha spiegato Melania Rizzoli, assessore all’Istruzione, che ha rappresentato ad Expo Training il governatore Attilio Fontana, “ed in particolare il 95% dei disoccupati presi in carico dai servizi regionali è stato avviato sul mercato del lavoro”.

“E in atto – ha aggiunto Rizzoli – una crescita delle opportunità occupazionali, anche attraverso l’accesso al mercato del lavoro, una crescita delle possibilità del mantenimento e miglioramento del lavoro, l’inclusione attiva, per le famiglie in situazioni di fragilità economica e sociale, per i giovani adulti a rischio di marginalità ed esclusione sociale e lavorativa. L’investimento globale di Regione è pari a 164 milioni di euro”.

Il “modello lombardo” è stato elogiato anche dal sottosegretario Claudio Durigon: “La Regione Lombardia ha fatto innovazioni che sono veramente un esempio da seguire. Il governo a sua volta seguirà il criterio della specializzazione, lavorando sui talenti. Ma dobbiamo fare in fretta, non abbiamo tempo perché questa rivoluzione non concede lunghe transizioni. Lo sappiamo e ci stiamo lavorando”.

Dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti è arrivato, per iscritto, un messaggio di saluto e di apprezzamento per Expo Training – “una manifestazione grazie alla quale è possibile confrontarsi sul rapporto tra mondo del lavoro e formazione” – ed un forte accento sull’impegno che, dice il ministro, “il governo sta ponendo sulla costruzione di scuole, università, centri di ricerca in cui apprendere un sapere tradizionale ma anche acquisire comopetenze trasversali, indispensabili per entrare con maggiore consapevolezza, sicurezza e preparazione nel mondo del lavoro”.

I fondi europei amministrati bene

Dietro l’efficienza del modello lombardo c’è però un’altra efficienza ed è quella del sistema europeo di sostegno alla formazione, rappresentato ad Expo Training da Massimo Gaudina, rappresentante a Milano della Commissione europea: “La buona notizia sul Fondo Sociale – ha detto – è che mentre il totale degli investimenti avrà una leggera riduzione, l’Italia beneficerà di più fondi rispetto al presente, il 6% in più, intanto perché questi fondi sono distribuiti sulla base del Pil procapite, che negli ultimi anni in Italia è cresciuto meno della media europea; e poi perché ci sono nuovi criteri inseriti nel ripartirtli, tra i quali l’accoglienza dei migranti che ha evidente ricaduta”.

Una nuvola oscura però le prospettive dei finanziamenti europei per la formazione: i fondi per i sette anni 2021-2027 devono essere assegnati dal consiglio europeo col voto del Parlamento, e se questo non accadesse prima delle elezioni di maggio, si perderà un anno di tempo senza decisioni assestate.

Giocare d’anticipo per l’inclusione sociale

Un grande affresco sulla solida realtà della formazione e dell’alternanza scuola-lavoro in Lombardia l’ha data Gianni Bocchieri: “Il concetto che mi preme riaffermare”, ha detto Bocchieri, “è che oggi l’inclusione sociale non significa solo preoccuparci di marginalità sociale ma anche giocare d’anticipo”. Quello che ha fatto la Regione: “Il sistema che abbiamo varato e consolidato è quello della cooperazione pubblico-privati, creando un circolo virtuoso che anche solo qualche mese di interruzione della gestione politica regolare può però interrompere”.

Bocchieri ha poi illustrato la “via lombarda” ai Centri per l’impiego efficienti: “Il mercato del lavoro è molto differenziato. A Sondrio non ha le stesse caratteristiche che a Lodi. La Lombardia ha 10,5 milioni di abitanti, il doppio della Danimarca, il quadruplo del Mississippi… La sola provincia di Milano ne ha 3,5 milioni.

In Germania ci sono 100 mila operatori dei Centri per l’impiego per 80 milioni di tedeschi, in Olanda addirittura 17 mila su 17 milioni di abitanti. In Italia 8000 su 56 milioni abitanti, di cui 1700 solo in Sicilia, che ha 4,2 milioni di abitanti. Perché l’Italia ha solo 8000 operatori e la Germania 100 mila?

Ora, non è che la Lombardia è l’Eldorado: con 64 Centri per 700 operatori, se avessimo dovuto far gestire a loro, da soli, gli adempimenti del Jobs Act avremmo creato le stesse code che altrove. Invece abbiamo spinto i Centri a fare partnership con 935 sedi dei 22 operatori per la formazione e il lavoro accreditati e non c’è stato un solo territorio che non abbia risposto. Quindi in Lombardia il sistema ha funzionato perchè gli operatori privati hanno rilevato una parte delle funzioni pubbliche senza nessuna remunerazione. In cambio, però, abbiamo costruito un sistema integrato ed efficiente”.

Le storie vere di ragazzi che coronano un sogno

Un sistema eccellente – come ha ricordato il presidente di Expo Training, cavaliere del lavoro – che ha fatto anche crescere la cultura diffusa sullo snodo cruciale della formazione, che oggi – secondo i dati dell’Osservatori Expotraining – sei aziende su dieci considerano cruciale.

E girando tra gli stand di Expotraining questa crucialità si toccava. Un’energia positiva che trapelava dall’attività dei ragazzi coinvolti negli stand, fianco a fianco con i loro formatori. Che spesso, studiando e lavorando, coronano un sogno.

Come Alexandru Bolocan, origini rumene, 17 anni, che ha fatto uno stage apprezzatissimo da lui e dall’imprenditore presso “Angelo dalla mattina alla sera”, un bar caffetteria, tavola calda, pasticceria e panetteria nel cuore di Brugherio aperto e gestito da Daud Malak, egiziano, con la regia della Fondazione Luigi Clerici, ente accreditato per la formazione ed i servizi al lavoro.

O come Luca Nardiello, 19 anni, al quarto anno in Apprendistato di I livello per il conseguimento del Diploma di Tecnico dell’Acconciatura, che tre giorni la settimana studia e due si esercita presso la Spa del capello, a Monza, un coiffeur di nuova generazione creato da Giuseppe Di Blasi, con la regia formativa dell’Accademia professionale Pbs.

O ancora come Luca Cagnin 26 anni, diploma in grafica pubblicitaria, che ha trovato in un percorso ITS la possibilità di approfondire le proprie competenze e seguire la propria passione svolgendo un tirocinio di 2 mesi a Londra completamente gratuito organizzato dalla Fondazione Its Incom ed ha iniziato l’apprendistato professionalizzante presso l’azienda in cui era stato in tirocinio, cioè la Cepar srl di Andrea Poretti.

E se gli esempi, negli stand di Expo Training, sono tanti altri, l’emozione è sempre la stessa: quella di un giovane in gamba che trova la sua strada nel lavoro e nella vita.

Se ti è piaciuto questo articolo lascia un commento o sottoscrivi il feed RSS per ricevere i prossimi nel tuo reader.